DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

3 Marzo 2026

Toscana Produzione Musica, 200 artisti per 100 eventi

Da sinistra Silvia Bolognesi, Cristina Manetti, Paolo Zampini, Francesco Mariotti, Maurizio Busìa

AGIPRESS – FIRENZE – Duecento artisti per cento eventi, progetti originali che nascono sull’asse Firenze-Pisa per diffondersi in tutta la Toscana, in Italia e nel mondo, che si sommano alle centinaia di produzioni ideate e realizzate a partire dal 2022, anno della fondazione (circa 400 eventi per 300 artisti): sono i numeri del progetto – sempre più plurale – Toscana Produzione Musica (TPM), il Centro di Produzione Musicale riconosciuto dal Ministero della Cultura, che lo sostiene insieme a Fondazione CR Firenze e Regione Toscana. Secondo anno del secondo triennio ministeriale per quello che è un progetto che parla con- temporaneo, che lavora fin dal principio a partire da linee progettuali riconoscibili e identitarie, con l’attenzione a sviluppare tematiche culturali che possano essere dei riferimenti e contesti di senso per immaginare le proprie produzioni sul panorama regionale, nazionale e internazionale.

Il centro è presieduto da Paolo Zampini con la direzione artistica di Francesco Mariotti e Maurizio Busìa. Un percorso condiviso che crea nuove opportunità per il mondo creativo, promuovendo un futuro accessibile, inclusivo e capace di connettere pubblici, artisti, enti e istituzioni.

La visione artistica di Toscana Produzione Musica è aperta verso generi musicali eterogenei e si sviluppa attraverso diversi linguaggi promuovendo il dialogo, la sperimentazione di nuove tecnologie, le esperienze diverse e l’incontro tra identità, culture, visioni, tradizioni, in un costante rapporto tra eccellenza e forma che si unisce all’urgenza e alla profondità delle idee e dei valori contenuti nei progetti.

Il programma del 2026 è stato presentato questa mattina a palazzo Strozzi Sacrati dall’assessora alla cultura Cristina Manetti insieme al presidente Paolo Zampini e i direttori artistici Maurizio Busìa e Francesco Mariotti. Con partner quali I-Jazz, Europe Jazz Network, Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz, Scuola Normale Superiore di Pisa, Salty Music, Città del Teatro – Fondazione Sipario Toscana Onlus di Cascina e molti altri, il centro ha creato una rete in cui operatori e musicisti possono muoversi con fiducia, attraverso un territorio di moltiplicazione delle opportunità di presenza e di supporto, dalla parte creativa a quella più pratica, amministrativa e organizzativa.

”Toscana Produzione Musica- ha detto l’assessora Manetti- è l’esempio di un percorso condiviso e in continua crescita che, anno dopo anno, rafforza la capacità della Toscana di essere laboratorio culturale contemporaneo, aperto e plurale. I numeri del 2026 – 200 artisti per 100 eventi – raccontano non solo la vitalità di un centro di produzione riconosciuto a livello nazionale e internazionale, ma soprattutto la solidità di una visione che mette al centro le persone, le idee e le relazioni. Così si generano nuove opportunità per il mondo creativo, che sostiene i giovani talenti e valorizza le eccellenze, promuovendo un futuro accessibile, inclusivo e capace di connettere pubblici, artisti, enti e istituzioni. TPM è la dimostrazione concreta di come investire nella cultura significhi costruire comunità, generare innovazione e proiettare la nostra regione in una dimensione europea e globale, senza perdere il forte radicamento nei territori”.

Nell’ambito dei finanziamenti europei Horizon, da sottolineare il progetto “Amplify”, di cui TPM è unica realtà italiana, insieme a tredici partner, ricercatori, artisti e operatori culturali di otto paesi che si riunisce per confrontarsi sulla trasformazione digitale delle industrie creative e culturali. Ne fanno parte eccellenze quali il Gran Teatre del Liceu il principale teatro d’opera di Barcellona; Vicomtech, centro di ricerca basco leader nelle tecnologie digitali applicate alla cultura; NTNU, prestigiosa Università norvegese di scienza e tecnologia; F6S, rete globale per la diffusione di progetti tecnici e di ricerca e Last Tour, tra le aziende leader nel settore musicale. Di Toscana Produzione Musica il progetto “Next Stage”, focalizzato sulle possibilità della realtà virtuale e aumentata per la musica dal vivo e le performance a distanza con lo slogan “Hai mai sognato di vivere un concerto del tuo gruppo preferito da una prospettiva unica?”, offrendo così ad artisti e pubblico nuove modalità di fruizione e coinvolgimento, ben oltre i confini del concerto tradizionale. L’e- sperienza permette infatti al pubblico di vivere un concerto da prospettive inedite grazie a visori VR, audio immersivo spazializzato e registrazioni a 360°, offrendo una modalità alternativa di ascolto e visione.

Grazie al rapporto di collaborazione con Europe Jazz Network, una delle più prestigiose reti internazionali di jazz e musica improvvisata, che conta oltre 180 organizzazioni in Europa e nel mondo (tra cui Jazz Danmark, Finnish Jazz Federation, Marseille Jazz des Cinq Continents, Jazzfest Berlin, EFG London Jazz Festival, Womex, Bimhuis Amsterdam, Stockholm Jazz Festival, Manchester Jazz Festival, Jazz Fest Sarajevo), TPM si colloca, inoltre, in una rete di relazione, sperimentazione e innovazione di livello europeo.

Nel 2026 TPM in partnership con Salty Music è risultato vincitore di un bando europeo dedicato alle residenze musicali, finanziato con fondi PR FSE+ Toscana 2021–2027, nel- l’ambito del progetto Sa.Mu.R.A.I – Residenza Musicale Toscana, volto a sostenere percorsi di alta formazione, creazione e produzione per giovani musicisti.

“La compresenza di questi due programmi – uno orientato alla ricerca e all’innovazione tecnologica (Horizon Europe – AMPLIFY) e l’altro alla formazione, alle residenze artistiche e allo sviluppo delle competenze (FSE+) – conferma la capacità di Toscana Produzione Mu- sica di operare in reti complesse e multilivello, garantendo continuità progettuale, affidabilità gestionale e sostenibilità economica”, dichiara il presidente di TPM Paolo Zampini.

“Siamo partiti con una visione chiara- hanno aggiunto Maurizio Busia e Francesco Mariotti- ma che prevedeva dei rischi, perché i centri di produzione nel 2022 per la musica non esiste- vano, e la danza e il teatro hanno sistemi produttivi differenti. Lavorare al fianco di musicisti, impiegare il giusto tempo per far decantare le idee e i progetti, ci ha permesso di imparare a gestire le esigenze della produzione in modo sempre più consapevole. Abbiamo creato una struttura umana che è punto di riferimento e può sostenere i musicisti anche nel far convergere le energie in un terreno comune, lavorando con i territori su progetti ad hoc, in un dialogo tra pubblico e privato. In TPM siamo una pluralità in continuo confronto, aspetto che nella mu- sica è fondamentale, un luogo in cui ognuno trova ed esprime la sua voce moltiplicando le possibilità”.

I concerti del 2026 di TPM si terranno in moltissimi luoghi. Tra le realtà toscane di eccellenza, si citano nel 2026 PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze, Met Jazz di Prato, Estate Fiesolana, Città del Teatro a Cascina, Pisa Jazz Festival. L’intreccio tra linguaggi musicali e tra tradizioni culturali è al cuore della rassegna “Mi- xitè – suoni e voci antiche e attuali”, la cui 5/a edizione si svolgerà dal 15 marzo al PARC di Firenze con 11 live in prima toscana – alcuni in esclusiva italiana – in cui si esibiranno le eccellenze del nuovo panorama musicale italiano e i talenti internazionali, dalla Sardegna al Friuli, dalla Tunisia alla Mongolia, per leggere il presente e fare da ponte tra culture. Nel programma 2026 trovano spazio la “canzone sonora” in dialetto carnico di Massimo Silverio (Friuli), che inaugura, l’inglese della songwriter lombarda ma di stanza in Belgio Marta Del Grandi (17/05), i mondi sonori novecenteschi evocati dal Duo Bottasso, piemontesi da anni di base in Olanda (26/04), l’omaggio alla musica napoletana con Gnut e Alessandro D’Alessandro (3/05). E ancora: il progetto tra musica elettronica e teatro dedicato alla Sardegna a cura di Francesco Giomi e Michela Atzeni (19/04), il mondo arabo dei tunisini Marzouk Mejri, in compagnia di Salvatore Morra (12/04); Sarra Douik che nel gruppo Nawā è insieme alla violoncellista francese Adèle Viret, al contrabbassista portoghese Zé Almeida e a Pierre Hurty alle percussioni (29/03), le star internazionali quali Joachim Cooder (figlio del grande Ry Cooder) in compagnia del chitarrista Adriano Viterbini (22/03), il mondo sonoro e percussivo di Nicolas Remondino (24/05), la Mongolia di Enji Erkhem (10/05) fino alla chiusura il 28 maggio con i cosmopoliti NistNah, ensemble ibrido di gamelan e percussioni, guidato dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie, con base a Nantes, che riunisce 8 musicisti provenienti da ambienti eclettici e misti.

Sempre al PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze dal 18 ottobre al 22 no- vembre si terrà la 5/a edizione della rassegna “Flux – flussi di musica creativa”, in cui si incontrano le personalità più rappresentative del jazz contemporaneo e delle musiche di ricerca internazionali. Dopo aver ospitato solo nel 2025 il trombettista e compositore americano Rob Mazurek, la chitarrista e compositrice americana Ava Mendoza, Hamid Drake insieme al vibrafonista Pasquale Mirra, il sassofonista Dan Kinzelman, il pianista parigino Benoît Delbecq e il batterista Steve Argüelles, nel 2026 sono già confermati il chitarrista statunitense – tra i più apprezzati di sempre – Marc Ribot, la flautista di Chicago Nicole Mitchell, terza generazione dei musicisti dell’AACM, associazione che ha promosso la ricerca artistica e l’emancipazione politica degli afroamericani in questa parte d’America dal 1965, e Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d’avanguardia americana di Brookline, maestra d’improvvisazione e icona del- la musica più libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock.

In entrambe le rassegne al PARC, si è scommesso su nuove modalità di fruizione, proponendo concerti la domenica alle ore 19. Scommessa riuscita, visti i sold out degli ultimi due anni. “Avere la possibilità di avere luoghi stabili dove educare il pubblico a nuove possibilità ha avuto bisogno di tempo, ma ci ha poi avvicinati a modalità più congeniali a una fruizione moderna, più internazionale, più adatta a stili di vita attuali e anche a una dimensione che non esclude le famiglie”, concludono gli organizzatori.

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