
AGIPRESS – The History of Sound – Sulle note di un amore è il nuovo film diretto da Oliver Hermanus, un’opera intensa e delicata che intreccia musica e sentimento sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale. Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025, il film arriva nelle sale italiane il 26 marzo distribuito da Universal Pictures.
Ambientata tra il 1916 e il primo dopoguerra, la storia segue l’incontro tra due giovani uomini, David e Lionel, interpretati da Josh O’Connor e Paul Mescal. Uniti da una profonda sensibilità artistica, i due condividono la passione per la musica popolare e il bisogno di preservare le tradizioni orali del loro Paese in un momento storico segnato da distruzione e instabilità. Durante gli anni del conflitto, i protagonisti iniziano a raccogliere testimonianze sonore, registrando voci e canti tra villaggi remoti e contesti militari. Questo lavoro, inizialmente documentaristico, si trasforma progressivamente in un percorso umano e affettivo che mette in discussione ciò che li unisce. Anni dopo, nell’estate del 1919, attraversando il New England rurale, i due si confrontano con un mondo cambiato e con le cicatrici lasciate dalla guerra.
Le melodie popolari raccolte lungo il cammino non sono semplici elementi folklorici, ma veri e propri frammenti di memoria collettiva che accompagnano l’evoluzione del rapporto tra David e Lionel sullo sfondo di un’America ferita. La sceneggiatura, firmata da Ben Shattuck, nasce dall’adattamento di suoi racconti pubblicati nel 2022 e nel 2024. Mantenendo una forte impronta letteraria e una struttura narrativa sensibile e stratificata, la fotografia di Alexander Dynan contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa, mentre il montaggio di Chris Wyatt accompagna con ritmo misurato l’intensità emotiva della storia.
Con una durata di 127 minuti, The History of Sound si configura come un racconto profondamente umano, capace di fondere dimensione storica e introspezione, restituendo allo spettatore un’esperienza cinematografica raffinata e toccante. È un film che invita ad ascoltare, gli altri, il passato, e forse anche se stessi, lasciando una traccia silenziosa ma persistente, come una melodia che continua a risuonare anche quando tutto ci sembra finito.
Elena Sofia Vitali
AGIPRESS





