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5 Ottobre 2025

Tajani, l’allievo, alle celebrazioni Lelio lagorio

AGIPRESS – FIRENZE – Nel 1983 uscì una biografia – l’unica – dedicata a Lelio Lagorio. A scriverla fu un giovane giornalista, Antonio Tajani. Per questo oggi lui, Vicepremier e Ministro, ha voluto presenziare alla celebrazione che il Gabinetto Viesseux gli dedica su iniziativa del suo Presidente, Riccardo Nencini. Lagorio avrebbe compiuto cento anni tra poco più di un mese. Il suo percorso politico – quando la Politica aveva la ‘P’ maiuscola – lo ha visto Sindaco di Firenze, poi Presidente della Regione Toscana, quindi Parlamentare ed, infine, Ministro della difesa. In un periodo non facile, peraltro, quando venne deciso, insieme alle socialdemocrazie tedesca e nordiche, il via libera agli euromissili, operazione decisiva per la caduta dell’Unione Sovietica. “Tutto questo – dice Nencini – caratterizzando la Politica come una scelta di vita, ma sempre avendo una professione alle spalle”. Pur non essendo fiorentino di nascita – la sua città natale, il 9 novembre 1925, fu infatti Trieste -, Lagorio trovò a Firenze la sua città d’adozione. Qui si conseguì la laurea in Giurisprudenza, divenendo poi docente in diritto processuale civile, impegno che portò avanti per nove anni. Contemporaneamente avviò la carriera d’avvocato ed aderì al Partito Socialista, primo passo di una scalata  politica che lo ha inserito di diritto tra i grandi nomi della Repubblica. Della Regione fu il primo Presidente (1970/1978), prima di arrivare nelle stanze del Governo come Ministro della Difesa (1980), del Turismo e dello Spettacolo (1983), oltre che capogruppo socialista alla Camera ed al Parlamento Europeo, primo socialista italiano alla vicepresidenza dell’Unione dei partiti socialisti della Comunità Europea. Terminata la carriera politica, non ha interrotto quella editoriale, con pubblicazioni storiche e politiche e la creazione di un archivio  conservato alla Fondazione di studi storici Filippo Turati. Firenze, circa un anno dopo la sua scomparsa, avvenuta il 6 gennaio 2017, gli ha intitolato una strada. Riconoscimento doveroso per una delle sue figure più rappresentative.

Leonardo Bartoletti

AGIPRESS

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