
AGIPRESS – C’era un tempo in cui partire da soli suscitava timore. Oggi è un gesto consapevole, liberatorio: in una società sempre più connessa e compressa, il “solo travel” esplode come fenomeno di massa. A metterlo in evidenza è Vamonos-Vacanze.it, il tour operator italiano specializzato in viaggi esperienza. «Nel 2018 solo il 15% dei viaggiatori italiani organizzava vacanze in solitaria. Ma nei primi 9 mesi del 2025 quella stessa quota è salita al 74%, un vero raddoppio strutturale del trend» commentano gli analisti.
Secondo un recente sondaggio, il 65% degli italiani desidera fare almeno una vacanza in solitaria e tra gli uomini, la propensione è ancora maggiore: 69% di loro afferma che sta pianificando un viaggio in solitaria. A livello globale, il fenomeno “solo travel” è al centro delle previsioni per il 2026: millennial (75%) e gen-Z (71%) hanno forti intenzioni di viaggiare da soli, contribuendo all’inesorabile diffusione del trend.
Dietro il boom dei “solo traveler” c’è molto più del desiderio di autonomia: è una risposta a vincoli sociali, calendari incompatibili e maggiore disponibilità economica individuale. Le agenzie turistiche e i tour operator che hanno colto il segnale stanno trasformando la propria offerta, da “nicchia” a business strategico.
«Nei prossimi anni, il “partire da soli con altri” avrà un ruolo chiave nei nuovi modelli del turismo italiano: perché è il racconto del viaggio che cambia, non solo la destinazione» commentano a concludere gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.





