Agipress – Milano – Parlare di sicurezza stradale non come insieme di regole, ma come vera e propria cultura da costruire. È questo il messaggio lanciato dall’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, intervenuto questa mattina all’Istituto Schiaparelli-Gramsci di Milano davanti a circa 300 studenti delle scuole superiori provenienti da diverse regioni italiane.
L’incontro si inserisce nel progetto “Guidiamo usando la testa”, promosso da Osservatorio for independent thinkinginsieme a Autostrade per l’Italia, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sui rischi legati a comportamenti irresponsabili alla guida.
A dialogare con gli studenti, insieme a Giana, anche la campionessa paralimpica Ambra Sabatini, che ha portato la propria testimonianza personale: “Parlare di sicurezza stradale significa parlare di vita, di scelte e responsabilità. Anche una distrazione può avere conseguenze enormi”.
Nel corso dell’evento, moderato dai giornalisti Nicola Saldutti e Armando Stella, è emersa con forza la necessità di coinvolgere le nuove generazioni in un percorso educativo che vada oltre la teoria. “La sicurezza si costruisce nel tempo, attraverso conoscenza e impegno quotidiano”, ha sottolineato Giana, evidenziando il ruolo di infrastrutture più sicure e tecnologie avanzate, ma anche – e soprattutto – di comportamenti consapevoli.
Il progetto, attivo nelle scuole secondarie superiori e collegato all’iniziativa “Il Quotidiano in Classe”, punta a integrare informazione e didattica, portando temi di attualità direttamente tra i banchi. Attraverso materiali educativi, incontri con esperti e attività partecipative, gli studenti vengono coinvolti in prima persona in un percorso di crescita civica.
Avviato nell’anno scolastico 2024/2025, il programma ha già coinvolto oltre 9.100 studenti e proseguirà fino al 2027 in diverse città italiane, tra cui Genova, Milano, Roma e Napoli. Dopo una fase sperimentale durata due anni, “Guidiamo usando la testa” entra ora ufficialmente nella sua fase istituzionale, forte dei risultati ottenuti.
Un segnale importante, in un Paese in cui la sicurezza stradale resta una sfida aperta. E dove, come ricordato durante l’incontro, “ne vale la vita”.





