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29 Settembre 2026

Scontro tra Corte Suprema e Tribunale elettorale alla vigilia del voto in Brasile

AGIPRESS – A pochi giorni dalle presidenziali del 4 ottobre, in Brasile è esploso uno scontro istituzionale tra la Corte Suprema (STF) – equivalente della nostra Corte Costituzionale- e il Tribunale Superiore Elettorale (TSE), la massima autorità giudiziaria in materia di voto.

A sollevare il caso è stato il presidente del TSE ma anche giudice della Corte Suprema,

Kassio Nunes Marques. Il magistrato, nominato dall’allora presidente Jair Bolsonaro, ha inviato al presidente della Corte Suprema , Edson Fachin, una comunicazione in cui denuncia il rischio di una sovrapposizione di competenze proprio nel momento più delicato della campagna elettorale.
Secondo il presidente del TSE, interventi individuali di giudici della Corte Suprema su materie affidate alla giustizia elettorale possono generare insicurezza giuridica, favorire la ricerca del giudice ritenuto più favorevole e compromettere la prevedibilità delle regole del voto.

Ad innescare la miccia è stata una fake news circolata sui social media secondo cui Flávio Bolsonaro, candidato conservatore alla presidenza, una volta eletto vorrebbe togliere a Nossa Senhora Aparecida il titolo di patrona del Brasile.

André Mendonça, vicepresidente del TSE e anch’egli giudice dela Corte Suprema su nomina dell’allora presidente di destra Jair Bolsonaro, aveva ordinato la rimozione delle pubblicazioni.

Negli ultimi giorni è però intervenuto un altro giudice della Corte Suprema, Flávio Dino, nominato dal leader progressista uscente Luiz Inácio Lula da Silva, che ha annullato gli effetti della decisione di Mendonça.

Ed è qui che la controversia si è trasformata in uno scontro sulla delimitazione dei poteri delle Corti.

Nunes Marques considera infatti problematico che un singolo giudice della Corte Suprema possa neutralizzare una decisione adottata da un giudice del Tse in materia elettorale attraverso percorsi diversi dal normale sistema di impugnazione. Lunedì ha incontrato Fachin e gli ha chiesto un intervento per evitare nuove sovrapposizioni.

Ma nelle ultime ore il quadro si è ulteriormente complicato.

Anche il giudice della Corte Suprema Luiz Fux, in quota di destra, investito della questione dalla campagna di Flávio Bolsonaro, ha sospeso gli effetti della decisione di Dino, facendo tornare temporaneamente efficace l’ordine di rimozione dei contenuti stabilito dal TSE. Fux ha motivato l’urgenza anche con la vicinanza delle elezioni e ha chiesto che la questione venga affrontata collegialmente dalla Corte Suprema.

A cercare di ricomporre il conflitto sara’ Edson Fachin, che dovrebbe sottoporre la questione al plenum.

Le divisioni tra i giudici della Corte erano già esplose nelle scorse settimane sull’inchiesta del Banco Master e sui rapporti dell’ex banchiere Daniel Vorcaro, producendo contrasti anche sulla gestione delle indagini e sull’attribuzione dei procedimenti.

Patrizia Antonini

AGIPRESS

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