DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

10 Dicembre 2025

SCIENZA E FEDE PER SCONFIGGERE LE MALATTIE DEI POVERI

AGIPRESS – Morale, Pontificia Università Lateranense e anima del progetto – Una medicina frammentata rischia di vedere la malattia e non il malato. La dignità della persona comporta la dignità della cura, soprattutto nelle situazioni di fragilità. Di qui – come si esprime il Manifesto – l’esigenza di una ri-umanizzazione della medicina, volta a ritrovare il carattere umano che le è proprio, ponendo al centro dei percorsi di cura la persona, in un approccio olistico che polarizzi l’attenzione sulla totalità inscindibile delle componenti fisica, emotiva, spirituale e sociale. Una medicina empatica, che rimuove distanze e divari medico-malato e valorizza le relazioni che sono tempo di cura anch’esse”.

 In questo progetto, la Medicina Generale si è confermata in prima linea nell’intercettare chi vive fuori dai percorsi istituzionali e nel collaborare a future iniziative. “Noi medici di famiglia siamo stati più volte in piazza San Pietro, abbiamo girato con i camper, ci siamo recati negli ambulatori solidali: il nostro compito è sempre quello di stare vicino a chi non ha voce – ha spiegato Loris Pagano, Referente SIMG per il Sociale – Abbiamo sempre cercato di ampliare gli screening per patologie infettive come HIV e HCV e per malattie croniche. La prevenzione e la rete tra istituzioni e volontariato rappresentano i punti di riferimento: le esperienze di numerose realtà dell’associazionismo cattolico e del volontariato in generale a cui la SIMG ha preso parte negli anni mostrano che si può fare molto di più”.

 “Rendere accessibili test rapidi, anonimi e gratuiti è essenziale in modo che coloro che hanno in corso l’infezione vengano avviati al più presto a terapie altamente efficaci – ha dichiarato Frederico da Silva, General Manager & VP Gilead Sciences Italia – Sappiamo che la scienza da sola non basta: occorre costruire sinergie tra ospedali, territorio e realtà sociali che incontrano ogni giorno le persone più vulnerabili. Per questo sosteniamo iniziative che portano la diagnosi dove altrimenti non arriverebbe, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e a migliorare i percorsi di cura e la presa in carico dei pazienti più svantaggiati”.

Il convegno istituzionale “Dignitas Curae: per un nuovo Umanesimo nella Ricerca. Il volto della cura per la sanità del futuro” si è aperto con un’analisi del concetto di “Dignitas curae” del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente CEI, di Prof. Mons. Mauro Cozzoli, di Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie, Ministero della Salute.

 

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