
AGIPRESS – Arriva un’auto nel cuore della notte, si ferma davanti all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale di Prato, poi riparte in fretta lasciando sull’asfalto il corpo di una giovane donna. Quando i sanitari intervengono, per lei non c’è più nulla da fare. La tragedia si è consumata nelle prime ore del 18 febbraio davanti al presidio ospedaliero Santo Stefano. La donna, di origine cinese e con un’età apparente tra i 25 e i 30 anni, è stata depositata nella zona d’accesso alle emergenze e abbandonata. Il personale medico ha avviato immediatamente le manovre di rianimazione, ma il cuore aveva già cessato di battere.La vittima non aveva documenti con sé e al momento resta senza nome. Sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di violenza. Un elemento, però, potrebbe rivelarsi decisivo: all’interno dell’organismo sarebbero stati individuati ovuli contenenti sostanze stupefacenti. L’ipotesi investigativa è che uno di questi possa essersi rotto, provocando un’intossicazione fatale. Non viene esclusa nemmeno la possibilità di un’overdose.A coordinare gli accertamenti è la Procura diretta dal dottor Luca Tescaroli, che ha disposto l’autopsia per chiarire con precisione le cause del decesso. Gli esami medico-legali dovranno stabilire se la morte sia stata determinata dalla rottura di un involucro o dall’assunzione diretta di droga.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri, che stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza per risalire al veicolo e alle persone che hanno accompagnato la donna fino all’ospedale. Il riserbo è massimo.
Un dettaglio colpisce: la giovane era vestita con cura, truccata, come se avesse partecipato a una serata o a una festa. In questi giorni la comunità cinese celebra il Capodanno lunare, ricorrenza che richiama eventi e ritrovi in numerosi locali della zona. Un contesto che potrebbe rappresentare uno degli ultimi tasselli da ricostruire per dare un nome e una storia a una vita spezzata nel silenzio della notte.
Letizia Tassinari





