AGIPRESS – NAPOLI – Una proposta di riorganizzazione industriale dell’emergenza-urgenza territoriale, con potenziale impatto strutturale sui conti della sanità pubblica, sarà presentata nei prossimi giorni in sede istituzionale. Si tratta del modello Smart Ambulance, sviluppato in collaborazione con Fondazione Sbarrò Italia per la validazione clinica e con il supporto tecnologico di Ericsson per l’infrastruttura di connettività 5G e piattaforma di telemedicina. Il progetto si fonda su un Business Case tecnico-economico che analizza il costo sistemico dell’attuale gestione dei codici minori nei Pronto Soccorso e propone una riallocazione efficiente delle risorse.
I numeri del sistema | Nel 2023:
• 18,27 milioni di accessi ai Pronto Soccorso
• 68% codici bianchi e verdi
• Spesa PS: circa €3,5 miliardi
• Costo medio per accesso: €192
• Attesa media per ricovero: 31 ore
Secondo le stime contenute nell’analisi, la sola gestione dei codici minori assorbirebbe circa €2,38 miliardi annui.
Il modello operativo
La Smart Ambulance prevede la trasformazione dell’ambulanza in unità sanitaria mobile integrata in architettura Hub & Spoke.
Il ruolo di Ericsson riguarda:
• Infrastruttura 5G a bassa latenza
• Piattaforma di telemedicina scalabile
• Sicurezza e gestione dei dati
• Integrazione con sistemi regionali
L’ambulanza diventa così uno Spoke clinico avanzato capace di:
• Erogare diagnostica in tempo reale
• Attivare teleconsulto specialistico con firma digitale
• Ridurre accessi impropri al PS
• Gestire ticket domiciliare tramite integrazione PagoPA
Impatto economico stimato
Le simulazioni contenute nel Business Case indicano:
• Risparmio potenziale su codici minori: €2,38 miliardi
• Possibile gettito ticket domiciliare (ipotesi €50): €621 milioni
• Beneficio sistemico potenziale complessivo: oltre €3 miliardi
Il modello non richiede nuova spesa strutturale, ma si basa su una riorganizzazione funzionale e su una partnership pubblico-privato con remunerazione legata a KPI di risultato. La Campania viene indicata come laboratorio potenziale di implementazione, anche in considerazione dei fondi Missione 6 – Salute e dei percorsi di digitalizzazione in corso. La componente tecnologica fornita da Ericsson, unita alla validazione scientifica di Fondazione Sbarrò Italia, configura un modello industriale replicabile su scala nazionale. Il progetto sarà oggetto di confronto con le istituzioni regionali per valutare l’avvio di una fase pilota con indicatori misurabili su costi, appropriatezza clinica e tempi di attesa.





