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18 Maggio 2026

Sanità in Campania, l’affondo di Guido Bourelly: “Basta immobilismo. Servono controlli, un 118 centralizzato e stop al dumping”

AGIPRESS – La sanità campana è uscita formalmente dal piano di rientro, ma per molti operatori del settore il vero cambiamento non è ancora arrivato. A denunciarlo è Guido Bourelly, imprenditore attivo nel comparto sanitario privato, che durante la trasmissione televisiva “Attenti a Lucio” su TeleCapri ha lanciato un duro attacco contro quello che definisce “lo stallo istituzionale” della sanità regionale.

Secondo Bourelly, dopo anni di commissariamento e gestione emergenziale, la Regione Campania dovrebbe finalmente aprire una nuova fase basata su programmazione, controlli rigorosi e modernizzazione dei servizi. “La sanità campana deve uscire definitivamente dalla zona grigia in cui è stata relegata per anni”, sostiene l’imprenditore, chiedendo una direttiva regionale “seria e strutturata” capace di garantire regole certe e trasparenza.

“Il falso volontariato altera il mercato” – Al centro della denuncia di Bourelly c’è soprattutto il sistema del trasporto sanitario e quello che definisce il fenomeno del “falso volontariato”. Secondo l’imprenditore, alcune realtà del terzo settore opererebbero di fatto come imprese private, ma senza applicare contratti regolari ai lavoratori e utilizzando formule che aggirano obblighi contributivi e tutele previdenziali. Un meccanismo che, a suo dire, genera dumping contrattuale e altera profondamente il mercato degli appalti sanitari. “Non si può fare efficienza o risparmio sulla pelle dei lavoratori o sulla sicurezza dei pazienti”, afferma Bourelly, denunciando l’utilizzo di contratti al ribasso e di rimborsi spese utilizzati come sostituti di veri stipendi per abbattere artificialmente i costi nelle gare pubbliche. Secondo l’amministratore della Bourelly Health Service, il risultato è un abbassamento della qualità complessiva dei servizi e una crescente precarizzazione degli operatori del settore sanitario e del soccorso.

“La Campania unica grande regione senza un 118 davvero centralizzato” – Uno dei punti più critici dell’intervento riguarda il sistema dell’emergenza-urgenza. Bourelly punta il dito contro la frammentazione del 118 campano, che definisce “un paradosso tutto regionale”. Secondo l’imprenditore, la Campania sarebbe oggi “l’unica grande regione italiana a non avere ancora un sistema realmente centralizzato del 118”. Attualmente il servizio sarebbe infatti gestito in modo separato dalle singole ASL, senza una vera integrazione tecnologica e operativa tra le centrali territoriali. Per Bourelly, il trasporto infermi non può essere considerato un semplice servizio logistico, ma rappresenta “il primo anello della catena del soccorso e della medicina territoriale”.

Le tre proposte per riformare il sistema – Nel suo intervento l’imprenditore ha indicato tre priorità considerate ormai non più rinviabili per modernizzare il sistema sanitario campano. La prima riguarda la creazione di una cabina di regia unica regionale per il 118, con piattaforme informatiche integrate in grado di monitorare in tempo reale flussi di emergenza, disponibilità dei posti letto e coordinamento dei mezzi. La seconda proposta punta al rinnovo del parco ambulanze attraverso mezzi di ultima generazione dotati di sistemi di telemedicina per collegare immediatamente il personale a bordo con gli specialisti ospedalieri. Il terzo pilastro riguarda invece la formazione continua degli operatori, con standard omogenei e aggiornamenti costanti per autisti, soccorritori e personale sanitario.

“I cittadini pagano le tasse e pretendono servizi d’eccellenza” – Nel suo affondo Bourelly chiama direttamente in causa la politica regionale e le istituzioni di controllo, sostenendo che il settore abbia bisogno di una svolta definitiva. “È arrivato il momento che la politica e le istituzioni si assumano le proprie responsabilità”, dichiara, chiedendo di chiudere “una volta per tutte” con escamotage normativi e situazioni opache. L’imprenditore accoglie positivamente anche l’intervento di alcune Procure della Repubblica che starebbero approfondendo le dinamiche legate agli affidamenti e alla gestione dei servizi sanitari territoriali. Il messaggio finale è rivolto ai cittadini campani. “Chi vive sul territorio, lavora e paga regolarmente le tasse ha il diritto di ricevere un servizio sanitario d’eccellenza, sicuro e di qualità”, sostiene Bourelly. Secondo l’imprenditore, per rilanciare davvero la sanità regionale sarà necessario rafforzare la medicina territoriale e costruire una collaborazione trasparente tra pubblico e privato accreditato, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa, valorizzare le professionalità locali e fermare la fuga di medici e operatori sanitari verso altre regioni o all’estero.

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