AGIPRESS – FIRENZE – Si aprono nuove prospettive per i pazienti affetti da cheratocono grazie ai progressi emersi durante il World Keratoconus Congress, che si è svolto a Firenze riunendo specialisti da tutto il mondo. Al centro del dibattito, non solo diagnosi precoce e gestione della patologia, ma anche soluzioni innovative per migliorare la qualità della visione. Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea che ne altera progressivamente la forma, causando distorsioni visive anche significative. Una condizione che può incidere pesantemente sulla vita quotidiana, rendendo difficili attività comuni come guidare o lavorare al computer. Proprio per questo, sottolineano gli esperti, individuare precocemente la patologia è fondamentale per rallentarne l’evoluzione e intervenire in modo mirato.
Tra le novità più rilevanti discusse durante il congresso, emerge il possibile ruolo delle lenti intraoculari impiantabili ICL, già ampiamente utilizzate per correggere difetti visivi come miopia, astigmatismo e ipermetropia. In pazienti selezionati e con malattia stabile, queste lenti possono rappresentare una soluzione efficace anche nel caso del cheratocono.
“Il cheratocono induce difetti visivi complessi, spesso non correggibili adeguatamente con gli occhiali – spiega il professor Cosimo Mazzotta, presidente del congresso –. Nei casi stabilizzati, le ICL possono offrire un valido supporto per migliorare la qualità della visione, a patto che vi siano condizioni cliniche adeguate”. Le ICL sono lenti biocompatibili inserite all’interno dell’occhio attraverso una micro-incisione, senza alterare la struttura corneale. Si tratta di una procedura mini-invasiva, con tempi di recupero generalmente rapidi e una buona stabilità nel tempo. Un aspetto particolarmente apprezzato è anche la reversibilità dell’intervento.
“Uno dei principali vantaggi delle ICL è proprio la loro stabilità nel corso degli anni – sottolinea il dottor Andrea Russo, responsabile del Gruppo Refrattivo Italiano –. A differenza della chirurgia corneale, che modifica un tessuto biologico soggetto a cambiamenti, le lenti intraoculari possono essere sostituite o aggiornate anche a distanza di decenni, offrendo una maggiore flessibilità terapeutica”.
Gli specialisti precisano tuttavia che non tutti i pazienti sono candidati a questo tipo di intervento. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui la stabilità della malattia, la morfologia della cornea e i risultati di esami diagnostici approfonditi. Da qui l’importanza di un approccio personalizzato e del ricorso a centri altamente specializzati. Il messaggio che arriva da Firenze è chiaro: l’innovazione tecnologica, unita a una medicina sempre più su misura, sta ampliando le possibilità di trattamento. Anche per chi convive con il cheratocono, oggi si aprono nuove strade per recuperare una buona qualità visiva e migliorare la propria quotidianità. AGIPRESS




