DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

30 Agosto 2026

SABBIA DAL SAHARA SULL’APPENNINO: A MONTE CIMONE PM10 A QUOTA 2.165 METRI

AGIPRESS – MODENA – La sabbia del Sahara è arrivata anche in alta quota sull’Appennino settentrionale. Un’importante intrusione di polvere desertica sahariana è stata osservata a partire dalla prima mattina del 27 agosto presso l’Osservatorio climatico Ottavio Vittori di Monte Cimone, la stazione di ricerca del CNR-ISAC situata a 2.165 metri di quota. Le misurazioni effettuate direttamente in atmosfera hanno evidenziato un rapido e marcato aumento della concentrazione di particelle grossolane, superiori a un micrometro, riconducibili alle polveri provenienti dal Sahara. Il valore del PM10 ha raggiunto quasi 100 µg/m³, mentre il numero di particelle grossolane è arrivato a circa 5 particelle per centimetro cubo, un livello di circa un ordine di grandezza superiore alla soglia di 0,4 particelle/cm³ calcolata per l’osservatorio.

Un cielo velato e la visibilità in calo – Il passaggio della massa d’aria carica di particolato è stato evidente anche visivamente. Le immagini della webcam dell’Osservatorio, confrontate alla stessa ora tra il 26 e il 27 agosto, mostrano il passaggio da condizioni di buona visibilità a un’atmosfera fortemente velata, con una significativa riduzione della distanza visibile. Non si è trattato, però, di un fenomeno limitato agli strati più vicini al suolo. Le osservazioni effettuate attraverso un sistema di remote sensing, l’Automated-Lidar-Ceilometer della rete nazionale ALICENET, hanno evidenziato la presenza di aerosol distribuito lungo diversi chilometri di atmosfera. Le strutture più intense sono state individuate tra circa 2 e 5 chilometri di quota, con una progressiva discesa verso il suolo soprattutto dopo le 14.00 ora locale.

Le traiettorie confermano l’origine sahariana – A confermare l’origine della massa d’aria sono state le retrotraiettorie calcolate con il modello NOAA HYSPLIT. Anche le previsioni del Copernicus Atmosphere Monitoring Service indicavano la presenza di un’area caratterizzata da elevate concentrazioni di aerosol e polvere sull’Italia e sul Mediterraneo. L’integrazione tra misurazioni effettuate direttamente nell’aria, osservazioni da remoto e modelli meteorologici ha permesso ai ricercatori di ricostruire la dinamica tridimensionale del trasporto delle polveri.

PM10 oltre il valore guida OMS – L’episodio assume rilievo anche sotto il profilo della qualità dell’aria. A Monte Cimone la concentrazione di PM10 ha superato i 45 µg/m³, valore indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come linea guida per la media sulle 24 ore nelle Global Air Quality Guidelines. La polvere minerale desertica può infatti contribuire in modo significativo all’aumento delle concentrazioni di PM10, anche nelle aree urbane. Le particelle provenienti dal deserto sono prevalentemente di dimensioni relativamente grandi e possono quindi determinare incrementi particolarmente marcati della componente grossolana del particolato atmosferico. L’arrivo della polvere sahariana ha avuto effetti evidenti anche sulla visibilità, passata da oltre 20 chilometri a circa 12 chilometri.

Monte Cimone, una “sentinella” dell’atmosfera – L’episodio conferma il ruolo strategico dell’Osservatorio Ottavio Vittori di Monte Cimone nello studio dell’atmosfera. Situata a oltre 2.000 metri e lontana dalle principali sorgenti locali di inquinamento, la stazione consente di monitorare l’arrivo di masse d’aria provenienti da regioni lontane e di studiare il trasporto degli aerosol su scala regionale e continentale. Monte Cimone è indicato dal CNR-ISAC come la principale stazione italiana per lo studio della composizione dell’atmosfera in quota e l’unica GAW-WMO global station a livello nazionale e mediterraneo. Il monitoraggio simultaneo delle particelle al suolo e degli aerosol lungo la colonna atmosferica permette inoltre di distinguere gli episodi di trasporto a lunga distanza dalle variazioni legate alle sorgenti locali di inquinamento. Dati preziosi per comprendere le relazioni tra aerosol, qualità dell’aria e clima, considerando che le particelle atmosferiche influenzano la salute umana, il bilancio radiativo e il ciclo idrologico dell’atmosfera. Le misurazioni dell’Osservatorio proseguiranno nelle prossime ore per seguire l’evoluzione dell’episodio e determinarne durata e caratteristiche sul territorio del Nord Italia.

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