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11 Settembre 2026

RITORNO A SCUOLA: QUANDO RICOMINCIA IL FUTURO

Il commento di Davide Lacangellera

AGIPRESS – Il ritorno a scuola non è soltanto una data sul calendario. È un passaggio emotivo. Per milioni di bambini e ragazzi significa ritrovare compagni, insegnanti, regole e abitudini, ma anche misurarsi nuovamente con aspettative, confronti, paure e responsabilità. Per questo il primo giorno di scuola merita attenzione anche dal punto di vista psicologico.

Dietro un entusiasmo apparente può esserci l’ansia di non sentirsi all’altezza, la paura del giudizio, la difficoltà a reinserirsi nel gruppo o semplicemente la fatica di ricominciare. Gli psicologi sottolineano da tempo l’importanza di una scuola capace di promuovere il benessere psicologico e relazionale dell’intera comunità scolastica, non soltanto di intervenire quando emerge un disagio.

E allora il ritorno a scuola dovrebbe essere soprattutto un ritorno all’ascolto. Ascoltare i ragazzi senza trasformare ogni difficoltà in un problema, accogliere le fragilità senza etichettarle, aiutare bambini e adolescenti a riconoscere le proprie emozioni e a costruire fiducia nelle proprie capacità. E’ molto più di un ritorno tra i banchi. È il simbolo di una comunità che ricomincia, di relazioni che si riannodano, di occasioni che tornano a presentarsi. È il momento in cui bambini e ragazzi tornano a confrontarsi con il mondo, con gli altri e con se stessi.

Ogni nuovo anno porta con sé aspettative, timori, desideri e possibilità. E proprio per questo il primo suono della campanella non dovrebbe ricordarci soltanto che le vacanze sono finite, ma che c’è davanti a noi un nuovo capitolo ancora tutto da scrivere. Perché crescere significa anche questo: avere ogni volta la possibilità di ricominciare.

Davide Lacangellera

AGIPRESS

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