
AGIPRESS – Entra nel vivo il congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO 2025), che ha aperto i battenti a Berlino con numeri imponenti: oltre 30mila oncologi, ricercatori provenienti da 149 nazioni, centinaia di studi inseriti nella scaletta delle presentazione e una missione comune: tracciare il futuro della ricerca sul cancro. In un’epoca in cui la lotta ai tumori si fa personalizzata e tecnologicamente avanzata, l’appuntamento si pone come crocevia di innovazione, confronto e visione strategica.
La medicina sta vivendo una fase di trasformazione tumultuosa, e predilige un modello di sviluppo sostenibile. L’interesse dei partecipanti si rivolge con crescente interesse alle applicazioni dell’intelligenza artificiale (IA). L’universo dei big data, in particolare, si configura come uno strumento capace di analizzare enormi quantità di informazioni, offrendo modelli predittivi e supporto alla progettazione degli studi clinici. “L’intelligenza artificiale ci aiuterà ad analizzare i dati ricavando analisi multidimensionali che la mente umana non potrebbe concepire, questa tecnologia deve restare tuttavia uno strumento, e non un fine della ricerca”, ha commentato Giuseppe Curigliano, presidente eletto ESMO.
Uno dei temi caldi del congresso è l’oncologia di precisione, che si avvale di biomarcatori e algoritmi intelligenti per prevedere le risposte all’immunoterapia e ottimizzare i trattamenti. Tra le tecnologie emergenti, gli anticorpi farmaco-coniugati (ADC) stanno guadagnando terreno: si tratta di molecole capaci di veicolare il farmaco direttamente all’interno del tessuto neoplastico, riducendo la tossicità sistemica e incrementando l’efficacia terapeutica.
Grande attenzione è rivolta anche ai cosiddetti vaccini terapeutici personalizzati, in particolare quelli per il melanoma avanzato e il carcinoma polmonare. Da segnalare, tra gli altri, uno studio innovativo: i ricercatori hanno isolato i linfociti nel letto tumorale del paziente, li hanno espansi e ingegnerizzati per riconoscere il tumore in base a due antigeni specifici. Lo studio riguarda il melanoma uveale, una forma rara ma significativa, mille casi l’anno in Italia. Parallelamente, sono in corso altri studi su vaccini personalizzati per il melanoma cutaneo e il tumore al polmone, che promettono di aprire nuove strade.
L’immunoterapia si conferma pilastro della ricerca, a Berlino si discute di nuove combinazioni da impiegare come trattamenti di prima linea nel tumore al polmone, oltre a interessanti evidenze per l’immunoterapia mirata nel carcinoma dello stomaco. Un altro studio esplora una possibile opzione per un tipo di tumore ovarico resistente alle terapie convenzionali.
Un tema trasversale che emerge con forza dai lavori congressuali è quello dell’ottimizzazione delle terapie esistenti. Vari studi mostrano come un uso “più intelligente” dei trattamenti possa mantenere l’efficacia migliorando al contempo la sostenibilità economica, soprattutto nei sistemi sanitari alle prese con risorse limitate, dove non potrebbero permettersi di pagare i protocolli standard.
La ricerca italiana si distingue per il suo contributo significativo. “Negli studi presentati, l’Italia risulta tra i primi reclutatori di coorti di pazienti al mondo”, ha sottolineato il professor Curigliano, che è ordinario di oncologia medica all’Università di Milano e direttore della Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative allo IEO, Istituto Europeo di Oncologia. In particolare, viene presentato a Berlino uno studio interamente italiano sul tumore del colon, che ha utilizzato la biopsia liquida e si avvale dell’analisi del Dna tumorale circolante per selezionare i pazienti candidati alla chemioterapia adiuvante. Un esempio concreto di come i talenti di casa nostra possano giocare un ruolo da protagonista nella medicina di precisione a livello internazionale. ESMO 2025 si conferma vetrina delle scoperte più recenti, laboratorio di idee e strategie per un futuro in cui la lotta ai tumori e la ricerca sul cancro saranno decisamente personalizzate, sostenibili e ipertecnologiche. Un futuro che, grazie alla cooperazione tra scienziati, sembra oggi più vicino che mai.
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