
AGIPRESS – Tra i vicoli assolati di Palermo, dove il tempo sembra muoversi tra ombre antiche e desideri di futuro, esiste un luogo speciale: si chiama Quir. Non è soltanto un negozio di pelletteria, ma un rifugio, un laboratorio di vita, un simbolo di amore resistente. È qui che Massimo e Gino, compagni da quarantadue anni, hanno intrecciato le loro esistenze con i fili di cuoio e con il coraggio di mostrarsi per ciò che sono, senza mai arretrare di fronte al giudizio o alle convenzioni.
Con il documentario Quir (Svizzera, 2024), Nicola Bellucci ci conduce all’interno di un universo intimo e pulsante, utilizzando la cinepresa come uno sguardo discreto capace di aprire varchi in un microcosmo che diventa specchio di un’intera comunità. Presentato al Festival di Locarno 2025 nella sezione Panorama Suisse – Features, il film sarà distribuito in Italia da Wanted e arriverà nelle sale l’8 settembre 2025. Le immagini raccontano gesti quotidiani: una cucitura attenta, una carezza sfuggita tra un lavoro e l’altro, uno sguardo complice che contiene quarant’anni di vita insieme. Sono frammenti di intimità che, messi in sequenza, diventano un racconto corale sull’amore che resiste e si rinnova, sull’importanza di avere uno spazio in cui sentirsi al sicuro, accolti, liberi.
In una terra come la Sicilia, ancora segnata dal retaggio patriarcale, Quir si erge come simbolo di libertà, un approdo sicuro per chi desidera essere ascoltato e trovare forza. Attraverso la loro storia, Massimo e Gino – forse la coppia queer più duratura del Paese – trasformano la loro bottega in un manifesto tangibile di fierezza e resistenza. Il film di Bellucci è un inno alla bellezza delle relazioni che sfidano il tempo e le convenzioni, un racconto che vibra di autenticità e che restituisce al pubblico la forza di due vite intrecciate in un unico, instancabile atto d’amore.
Elena Sofia Vitali
AGIPRESS





