
AGIPRESS – ROMA – Dall’intelligenza artificiale all’aerospazio, dalla meccatronica alle nanotecnologie, passando per cultura, informazione, turismo, sport, impresa, enogastronomia ed emigrazione. È un’Italia plurale, innovativa e internazionale quella raccontata dalla XIII edizione del Premio Eccellenza Italiana, le cui candidature sono state ufficializzate.
La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 16 ottobre 2026 a Washington DC, nella prestigiosa sede del National Press Club, nel cuore della capitale statunitense, tra Casa Bianca e Congresso.
Il Premio, nato nel 2014 da un’idea del giornalista economico Massimo Lucidi, oggi presidente della Fondazione E-novation, punta a valorizzare persone e realtà che attraverso competenze, talento, innovazione e visione riescono a rappresentare l’Italia nel mondo. Un concetto di eccellenza che negli anni si è allargato dal tradizionale Made in Italy al più ampio “Made by Italians”: italiani che fanno ricerca, impresa, cultura e informazione in Italia e all’estero.
Dalla tecnologia alla cultura, un’Italia senza confini
Tra le candidature emergono storie e percorsi molto diversi. Dal Lussemburgo arriva Severino Laface, fondatore di Come à la Maison Group, mentre dagli Stati Uniti Antonio Genovese, CEO e fondatore di AG Sports Agency LLC, porta al Premio il tema dello sport e dei valori del fair play e dell’inclusione. Nel settore dell’ospitalità figura inoltre la Famiglia Preatoni del Gruppo Domina.
Ampio spazio anche al mondo dell’informazione e della cultura, con candidature come quelle dell’editore Biagio Semilia, del giornalista e documentarista Massimo De Angelis, del fondatore di Periodico22 Giovanni Giacchi, di Raffaello Iovine, presidente del Lapis Museum, e del professor Gabriele Pao-Pei Andreoli, presidente di IASC.
Memoria ed emigrazione
Un capitolo centrale è dedicato alla storia degli italiani nel mondo. Tra le candidature figurano Paolo Masini, presidente della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, e Delfina Licata, responsabile Studi e Ricerche della Fondazione Migrantes.
Una scelta che sottolinea come l’identità italiana nel mondo non possa essere raccontata soltanto attraverso l’economia e il successo contemporaneo, ma anche attraverso la memoria delle generazioni che hanno costruito comunità italiane oltre i confini nazionali.
Impresa, territorio e tradizione
Il Premio guarda anche alle realtà in cui impresa, territorio e tradizione si incontrano. Tra le candidature c’è Nunzio Ferraro, fondatore del Pastificio Arte & Pasta, mentre il Cammino dell’Angelo rappresenta il valore dei territori e dei percorsi culturali e spirituali. Tra i candidati anche l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, impegnato nella tutela delle vittime di Crans-Montana.
Complessivamente, le prime candidature ufficializzate comprendono professionisti, imprenditori, ricercatori, manager, giornalisti e realtà culturali provenienti da ambiti differenti, dall’innovazione tecnologica allo sport, dall’aerospazio alla cultura.
«L’Eccellenza Italiana non è una categoria economica e neppure una semplice etichetta geografica. È un modo di fare le cose», sottolinea Massimo Lucidi, evidenziando come il Premio voglia soprattutto mettere in relazione persone e storie, creando opportunità e nuove comunità.
Una filosofia che accompagna il Premio da tredici anni e che trova proprio a Washington la sua vetrina internazionale: non una semplice classifica dei migliori, ma un racconto dell’Italia che innova, conserva la memoria e costruisce futuro.
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