DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

7 Marzo 2025

POSTE ITALIANE PIONIERA NELL’EMANCIPAZIONE FEMMINILE

AGIPRESS – Il referendum del 1946 in Italia ha segnato una tappa fondamentale nella storia del Paese, non solo sancendo la fine della monarchia e l’istituzione della Repubblica, ma anche rappresentando un passo decisivo per l’emancipazione femminile, poiché per la prima volta le donne italiane hanno avuto il diritto di voto. Questo evento è stato cruciale per il progresso delle donne, che, grazie anche a un ruolo sempre più rilevante nel mondo del lavoro, hanno potuto affermarsi nella società. In questo contesto, Poste Italiane ha avuto un ruolo pionieristico. L’ingresso delle donne nel mondo del lavoro alle Poste risale al 1863, quando vennero assunte come ausiliarie telegrafiste. Già nel 1865, le donne iniziarono a lavorare come impiegate, portalettere e responsabili di uffici postali, prima nelle zone rurali e poi anche nelle città, dove la professione di portalettere divenne popolare. Sebbene inizialmente ci fossero delle restrizioni, come l’obbligo di essere nubili (poiché si credeva che il ruolo di madre e moglie fosse incompatibile con il lavoro), le donne cominciarono ad avere una crescente presenza. Anche alla fine dell’Ottocento, quando venne abolito l’obbligo di nubilato, il lavoro delle donne sposate restava subordinato all’approvazione del coniuge. Nonostante queste limitazioni, la presenza femminile alle Poste aumentò considerevolmente nel tempo, soprattutto nel settore delle telegrafiste, un ambito che non prevedeva interazioni dirette con uomini. Le telegrafiste lavoravano in ambienti separati, spesso sotto la supervisione di altre donne. Tra il 1874 e il 1877, anche l’intellettuale Matilde Serao prestò servizio come telegrafista alle Poste centrali di Napoli, esperienza che ispirò la sua novella “Telegrafi dello Stato – sezione femminile”. Durante la Prima Guerra Mondiale, le donne furono chiamate a sostituire gli uomini in numerosi ruoli, compresi quelli di responsabilità negli uffici postali e telegrafici. Il loro lavoro fu così apprezzato che nel 1919 venne abolita l’autorizzazione maritale. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale, le donne sostituirono gli uomini partiti per il fronte, continuando a ricoprire le stesse posizioni anche dopo il ritorno dei mariti. Negli anni Cinquanta, la presenza femminile alle Poste aumentò ulteriormente, con le donne che iniziarono a ricoprire ruoli di sempre maggiore responsabilità.

POSTE ITALIANE: LE DONNE IN AZIENDA E IL SUPPORTO ALLA GENITORIALITA’

Negli ultimi anni, il numero delle donne che lavorano in Poste Italiane ha superato quello degli uomini, costituendo oggi il 54% della forza lavoro. Inoltre, le donne rappresentano il 46% dei quadri e dei dirigenti, il 64% degli specialisti consulenti finanziari è donna e lo è anche circa il 60% dei direttori dei quasi 13.000 Uffici Postali, la rete su cui si fonda la storia e la forza dell’Azienda.

AMBIENTE DI LAVORO INCLUSIVO

Ma l’equità di genere in Poste Italiane non si misura solo nei numeri: significa creare un ambiente di lavoro inclusivo, dove la diversità è un valore e ogni persona viene riconosciuta e valorizzata per ciò che è.

Significa radicare la cultura dell’inclusione nell’organizzazione attraverso iniziative concrete: la promozione della salute e della sicurezza sul lavoro, il supporto alla genitorialità attiva, l’investimento nella formazione continua, la tutela del benessere e il bilanciamento tra vita lavorativa e privata.

Strumenti e modelli di lavoro moderni e flessibili rispondono alle esigenze personali e professionali di ciascuno. In Poste Italiane, questi principi si traducono in progetti, attività e azioni quotidiane che creano le condizioni ideali per la crescita professionale delle persone e il potenziamento delle loro competenze.

Elementi chiave per generare vantaggio competitivo e valore sostenibile condiviso.

Per supportare il lavoro femminile, Poste Italiane ha implementato diverse politiche, tra cui la Politica di Sostegno alla Genitorialità Attiva, che offre percorsi di sviluppo per il benessere individuale e organizzativo, promuovendo anche la genitorialità condivisa e incentivando la partecipazione dei padri. Negli ultimi anni, è stato lanciato il progetto “Mums at Work”, pensato per aiutare le neomamme a rientrare al lavoro attraverso percorsi di coaching.

Inoltre, il programma di Poste Lifeed Genitori, che si estende anche a genitori di figli diciottenni, trasforma l’esperienza di genitorialità in un’opportunità di crescita trasversale, valorizzando in azienda le competenze acquisite nel ruolo di genitori.

L’azienda offre anche trattamenti economici superiori a quanto previsto dalla legge durante il congedo di maternità e paternità e promuove la consapevolezza tra i dipendenti sulle normative in materia.

RICONOSCIMENTI OTTENUTI

Poste Italiane ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno nella promozione della parità di genere. È stata la prima azienda del settore assicurativo del FTSE MIB e la più grande per numero di dipendenti a ottenere la certificazione “Equal-Salary”, che attesta l’applicazione di politiche retributive senza discriminazioni di genere. Questo riconoscimento evidenzia l’impegno dell’azienda nel creare un ambiente di lavoro inclusivo, dove la cultura aziendale si basa sul rispetto e sulle pari opportunità. Poste Italiane è inoltre entrata a far parte del Gender-Equality Index (GEI), il principale indice internazionale che valuta la qualità delle iniziative aziendali per l’eguaglianza e l’inclusione. Agipress

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