
AGIPRESS – A meno di un mese dalla Pasqua, cresce l’interesse degli italiani per il tempo previsto durante le festività. È presto per previsioni precise, ma le analisi probabilistiche e le linee di tendenza di lungo termine suggeriscono una possibile fase più instabile, legata a una NAO (Oscillazione Nord Atlantica) neutra o leggermente negativa.
“Dopo una prima parte di marzo dominata da un forte anticiclone, con tempo stabile e mite su gran parte dell’Europa e sull’Italia – spiega Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia – dalla metà del mese cambio di circolazione e ritorno del flusso nord-atlantico. Questo può favorire nuove piogge al Nord e sulle regioni tirreniche, inaugurando una seconda metà di marzo più dinamica e perturbata. Secondo lo scenario probabilistico prevalente, anche verso fine mese le perturbazioni atlantiche continueranno a interessare il Paese, portando piogge e nevicate tra Alpi e Appennino settentrionale, intervallate da brevi fasi più stabili e miti”.
Per delineare il possibile scenario dei primi dieci giorni di aprile, l’attenzione degli esperti si concentra sull’indice NAO, pattern atmosferico che descrive la differenza di pressione tra la depressione d’Islanda e l’anticiclone delle Azzorre, influenzando il clima europeo. Tale indice è atteso su valori neutri o leggermente negativi. Una configurazione che indebolirebbe il ruolo dell’anticiclone delle Azzorre nel bloccare le correnti umide atlantiche, favorendo il passaggio di perturbazioni verso l’Europa centro-meridionale e l’Italia. Ne deriverebbe un contesto più dinamico e instabile, con il rischio di una Pasqua dal tempo variabile: alternanza di schiarite e momenti più perturbati, con piogge e rovesci locali.
La prima decade di aprile è tra le fasi più variabili dell’anno. Le analisi climatologiche mostrano come in questo periodo siano frequenti condizioni di instabilità, soprattutto al Centro-Nord, con piogge ricorrenti e nevicate tra Alpi e Appennini. Statisticamente, inoltre, l’inizio del mese rientra tra i momenti più piovosi per le regioni settentrionali.
Nella maggior parte dei casi non si tratta di vere e proprie ondate di maltempo organizzate, ma di fasi instabili con rovesci sparsi, talvolta di origine convettiva (ovvero generate dal riscaldamento del suolo, che causa la risalita di aria calda e umida, formando cumulonembi), favoriti dal maggiore irraggiamento primaverile. Possibili episodi di freddo tardivo, che possono portare temperature sotto la media e nevicate a quote relativamente basse sui rilievi.





