DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

29 Gennaio 2026

Partita Iva, medici e creator in testa ai guadagni

AGIPRESS – Medici specialisti, produzione video e content creator: sono questi i settori più redditizi del lavoro in Partita Iva nel 2025. A dirlo è un’indagine della tech company Fiscozen su oltre 40mila liberi professionisti italiani, che fotografa un mercato sempre più orientato verso l’iper-specializzazione e l’autonomia. In cima alla classifica ci sono i medici e professionisti della diagnostica – cardiologi, ginecologi, pediatri, radiologi – con un fatturato medio annuo di 58.365 euro. Seguono la produzione cinematografica e televisiva (40.822 euro) e gli elettricisti specializzati in impiantistica (40.062 euro). Subito dopo arrivano influencer e content creator, con quasi 40mila euro di media e un sorprendente +23% rispetto al 2024, l’incremento più alto tra tutte le categorie. Bene anche ingegneri, dentisti e infermieri. In crescita pure immobiliare, sport, assicurazioni e formazione. I nuovi codici ATECO più usati nel 2025 riguardano consulenza strategica, pubblicità e psicologia.

Secondo Enrico Mattiazzi, CEO di Fiscozen, «la Partita Iva non è più un ripiego, ma una scelta consapevole. Il mercato oggi premia competenze distintive, flessibilità e visione personale».

📌 Libertà sì, ma con rischi
Un libero professionista su due sceglie la Partita Iva per gestire meglio tempo e clienti, soprattutto tra i giovani della Gen Z. Ma il prezzo è alto: stress, incertezza economica, scarse tutele e difficoltà di accesso al credito. Nonostante tutto, l’83% non tornerebbe indietro.

📌 Gender gap anche tra gli autonomi
Il divario di genere resta forte: gli uomini guadagnano in media il 18,3% in più delle donne. Il gap cresce con l’età e arriva al 28,5% tra i 55 e i 65 anni. Le libere professioniste chiedono più tutele per maternità e malattia, oltre a semplificazione fiscale.

La fotografia che emerge è chiara: la libera professione cresce, cambia e attrae soprattutto chi cerca indipendenza e realizzazione personale. Ma senza politiche di sostegno, il rischio è che la libertà resti appannaggio di pochi.

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