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29 Ottobre 2025

Paesaggio, Agnoletti: “Italia prima in Europa e continua a dettare la linea”

AGIPRESS – ROMA – “L’Italia è stata la prima e unica nazione in Europa a dotarsi di un Registro dei Paesaggi Rurali Storici, riconoscendo il valore del paesaggio modellato dall’agricoltura nel corso dei secoli. Un modello a cui si sono ispirati in seguito Cina e Giappone. Oggi siamo nuovamente pionieri con la legge che definisce i boschi monumentali, al pari delle grandi opere architettoniche realizzate dall’umanità. Adesso l’Ue ci ascolti sulle politiche agricole: non c’è solo l’automotive: le politiche europee sull’ambiente stanno mettendo in ginocchio la nostra agricoltura”. E’ quanto dichiara Mauro Agnoletti, titolare della Cattedra UNESCO in Paesaggi del Patrimonio Agricolo dell’Università di Firenze e Presidente dell’Associazione Paesaggi Rurali Italiani Storici, a margine del convegno “Prospettive di valorizzazione delle Aree Interne: i Paesaggi Rurali Storici d’Italia Patrimonio Nazionale”, organizzato oggi alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’On. Alessandro Giglio Vigna, presidente della Commissione Politiche Europee, in occasione dei 25 anni dalla firma della Convenzione Europea sul Paesaggio.

“Privilegiando le aree boschive si favorisce l’abbandono. In Italia assistiamo a un progressivo e inarrestabile declino dei terreni coltivati: parliamo di 9 milioni di ettari di aree agricole dismesse dal 1920 ad oggi, a fronte di un aumento della vegetazione arbustiva non pianificata al ritmo di 70mila ettari all’anno. Ma se vogliamo salvare le aree interne dalla povertà e dallo spopolamento dobbiamo tutelare il lavoro”, prosegue Agnoletti.

“Nel nostro paese la forza lavoro impiegata in agricoltura è passata dal 75% al 3,5%. Questo ha portato a un aumento della dipendenza dall’estero: il grano che produciamo in Italia non è sufficiente alla richiesta nazionale e non è più competitivo sul mercato”, aggiunge il professore.

“Salvaguardare i paesaggi rurali storici significa dare un futuro a modelli di agricoltura che contribuiscono al nostro fabbisogno interno, oltre a rispondere a criteri di sostenibilità e resilienza: auspichiamo che l’Unione Europea possa tenere in considerazione questi aspetti”, conclude Agnoletti.

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