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2 Marzo 2026

OLTRE 1 ITALIANO SU 2 CONSUMA MIELE IN INVERNO

AGIPRESS – Definito spesso ‘oro liquido’, il miele da secoli è utilizzato nella tradizione popolare per le sue proprietà lenitive e oggi sappiamo che tali effetti sono sostenuti da una composizione biochimica complessa. Il miele contiene oltre 180 composti diversi, tra cui zuccheri semplici (prevalentemente fruttosio e glucosio), enzimi, amminoacidi, vitamine, minerali e una vasta gamma di sostanze antiossidanti, quali polifenoli e flavonoidi[1]. È proprio questa frazione minoritaria – costituita da composti fenolici, acidi fenolici, flavonoidi, carotenoidi e vitamina C – a conferire al miele gran parte delle sue proprietà biologiche[2]. In inverno, oltre 6 italiani su 10 (64,2%) lo consumano quando hanno problemi alle vie respiratorie o non si sentono bene, mentre il 65,6% ne riconosce l’impiego medicamentoso per sedare la tosse e calmare il mal di gola[3]. Oltre 1 italiano su 2 (55,1%) sceglie il miele per le sue proprietà antibatteriche naturali, il 51% lo preferisce perché naturale e privo di additivi. Ma c’è anche un’altra proprietà, forse meno nota: il miele è considerato un vero e proprio comfort food. Per oltre 1 italiano su 2 (55,4%) la situazione che ispira maggiormente l’utilizzo del miele è a casa, come coccola, in totale relax. Non meno importante la dimensione emotiva: l’85% ritiene che il miele faccia bene all’umore, grazie al fatto che favorisce l’assorbimento del triptofano nel cervello, precursore della serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore[4]. Non è raro, infatti, che una tazza di latte caldo o una tisana dolcificata con miele rappresenti il rito serale per eccellenza, un gesto che unisce il bisogno di calore alla ricerca di un sapore autentico e avvolgente.

Con l’aiuto della Dottoressa Elisabetta Bernardi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, biologa e nutrizionista, i confezionatori di miele di Unione Italiana Food presentano i buoni motivi per consumare miele in questo periodo dell’anno e perché il miele è “coccola quotidiana” a cui non rinunciare.

Una porzione da 20 grammi fornisce 61 Kcal e contiene acqua (3,6 grammi), proteine (0,1 grammi), carboidrati e zuccheri solubili (16,1 grammi). Contiene sali minerali come sodio (2 mg), potassio (10 mg), calcio (1 mg), magnesio (1 mg), fosforo (1 mg), ferro (0,1 mg) e vitamine come riboflavina (0,01 mg), niacina (0,6 mg), vitamina c (0,2 mg). Non contiene lipidi e colesterolo (Fonte: Tabelle Nutrizionali del Crea). Per un adulto con un fabbisogno di 2000 kcal al giorno, il limite del 10% di energia da zuccheri liberi corrisponde a circa 200 kcal, cioè 50 grammi di zuccheri. Considerando che il miele contiene circa l’80% di zuccheri, questo equivale a circa 60 grammi di miele al giorno, se utilizzato come unica fonte di zuccheri liberi nella dieta.

“Il miele rappresenta è un alimento naturale di grande interesse dal punto di vista nutrizionale e funzionale. La letteratura scientifica ne evidenzia la ricchezza in composti bioattivi, in particolare polifenoli e flavonoidi, associati ad attività antiossidante e alla modulazione dei processi infiammatori– commenta Elisabetta Bernardi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, biologa e nutrizionista – Le sue caratteristiche chimico-fisiche, come il basso contenuto di acqua, il pH mediamente acido (intorno a 3,9) e la presenza di perossido di idrogeno derivante dall’attività enzimatica, contribuiscono a creare un ambiente sfavorevole alla proliferazione microbica. Alcuni studi preclinici e clinici suggeriscono inoltre un possibile ruolo del miele nel sollievo della tosse e nel supporto del benessere gastrointestinale.”.

Gli amanti del miele gli attribuiscono un ruolo centrale all’interno dell’alimentazione quotidiana. Se oltre 9 italiani su 10 (91,4%) lo considerano un integratore naturale, ottima fonte di sali minerali e vitamine, l’89,9% lo definisce un vero e proprio elisir di salute, grazie ai benefici che apporta e l’89,5% lo riconosce come antiossidante naturale, contro il 78,1% che ne sottolinea le proprietà antimicrobiche e antisettiche. In un periodo dell’anno in cui energia, difese naturali e serenità possono essere messi alla prova, il miele si conferma quindi un alleato prezioso.

Ecco tutti i motivi per cui il miele d’inverno è un ottimo supporto per il nostro benessere. Con l’arrivo della stagione fredda, il miele si conferma, infatti, protagonista delle scelte alimentari degli italiani.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’American Academy of Pediatrics citano il miele tra le opzioni utilizzabili per il sollievo sintomatico della tosse nei bambini di età superiore a 12 mesi. Uno studio clinico condotto dal Penn State College of Medicine ha osservato che il consumo di miele prima di dormire si associava a una riduzione della tosse notturna e a un miglioramento della qualità del sonno nei bambini con infezioni delle vie respiratorie superiori. Il miele non deve essere somministrato ai bambini al di sotto dell’anno di età.

Durante l’inverno possono aumentare episodi di bruciore gastrico, spesso associati a cambiamenti nelle abitudini alimentari e a pasti più abbondanti. Alcune osservazioni riportate in letteratura suggeriscono che la consistenza viscosa del miele possa favorire un effetto lenitivo a livello della mucosa gastroesofagea.

In particolare, secondo una ricerca riportata sul British Medical Journal è stato ipotizzato che la sua viscosità possa contribuire a formare uno strato protettivo temporaneo nel tratto superiore dell’esofago, favorendo una sensazione di sollievo nei soggetti con reflusso.

Il miele contiene composti bioattivi, in particolare acidi fenolici e flavonoidi, associati a un’attività antiossidante documentata in numerosi studi. Gli antiossidanti contribuiscono a neutralizzare i radicali liberi e a contrastare lo stress ossidativo, un processo fisiologico coinvolto nei meccanismi di invecchiamento cellulare.

La letteratura scientifica evidenzia che l’equilibrio tra produzione di radicali liberi e sistemi di difesa antiossidante è un fattore rilevante nel mantenimento dello stato di salute generale. Il contenuto e il profilo dei composti fenolici nel miele variano in base all’origine botanica e geografica.

Una revisione della letteratura pubblicata su Frontiers ha analizzato le evidenze disponibili sugli effetti del miele a livello gastrointestinale. Studi in vitro e preclinici suggeriscono che alcuni tipi di miele possano esercitare un’attività prebiotica, favorendo positive modificazioni del microbiota intestinale. In modelli sperimentali, il miele ha inoltre mostrato la capacità di creare condizioni meno favorevoli alla proliferazione di alcuni microrganismi intestinali, mentre potrebbe sostenere la crescita di specie ritenute benefiche.

Diversi studi sperimentali hanno analizzato l’interazione tra miele e mediatori dell’infiammazione. In modelli in vitro e preclinici, alcuni tipi di miele hanno mostrato la capacità di modulare l’espressione di citochine, con una riduzione di alcuni mediatori pro-infiammatori e un aumento di quelli a funzione regolatoria.

Questi effetti sono stati osservati in contesti sperimentali che riguardano sia il tessuto intestinale sia la risposta cutanea. Il miele contiene piccole quantità di triptofano, un amminoacido precursore della serotonina e della melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del ritmo sonno-veglia. Inoltre, l’assunzione di carboidrati determina una lieve risposta insulinica che può favorire la disponibilità di triptofano a livello cerebrale, attraverso un meccanismo fisiologico ben documentato. Inserito all’interno di una routine serale rilassante, il consumo moderato di miele può contribuire alla sensazione di comfort e rilassamento.

Per queste ragioni il miele è un vero e proprio alleato della salute nella stagione invernale.

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