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18 Dicembre 2025

Natale e regali indesiderati: un italiano su cinque rivende i doni non graditi

AGIPRESS – In Italia ogni Natale si scartano circa 30 milioni di regali indesiderati. Proprio la festività più attesa dell’anno si conferma anche quella in cui si ricevono più doni “sbagliati”, spesso da parte delle persone più vicine: amici e partner guidano infatti la classifica di chi sbaglia più spesso regalo.

Di fronte a questo scenario, sempre più italiani scelgono il regifting, ovvero la rivendita dei regali non graditi. Secondo la ricerca Ipsos Doxa per eBay, giunta al secondo anno, il 20% degli italiani ha rivenduto almeno un regalo ricevuto a Natale, in crescita rispetto al 15% dello scorso anno. Resta però ampia la quota di chi decide di tenerli (39%), regalarli a terzi (22%) o dimenticarli in un cassetto (17%).

Il fenomeno è trainato soprattutto dall’online: il 76% di chi rivende si affida a piattaforme digitali, mentre il 66% si dice disponibile ad acquistare articoli di seconda mano anche per farne un regalo. Il second-hand si afferma così come una pratica sempre più accettata, semplice e accessibile.

Il guadagno ottenuto dalla rivendita viene destinato soprattutto al risparmio (55%) o all’acquisto di un oggetto più in linea con i propri gusti (34%). Cala invece l’utilizzo per coprire le spese natalizie. Il regifting non riguarda solo il Natale: quasi il 60% degli italiani è disposto a rivendere regali non graditi durante tutto l’anno e oltre un italiano su tre ha già rivenduto almeno un articolo indesiderato, spesso per far fronte all’aumento del costo della vita.

I prodotti più rivenduti sono abbigliamento, scarpe e accessori (44%), seguiti da articoli per la casa (33%), libri e fumetti (18%), gioielli e orologi (17%) ed elettronica (14%). Le motivazioni principali sono il mancato incontro con i propri gusti, il possesso di oggetti simili o la volontà di non accumulare beni inutilizzati. Cresce anche la percezione del regifting come pratica sostenibile: per il 38% degli italiani contribuisce a ridurre gli sprechi e a favorire l’economia circolare, mentre resta stabile una parte di popolazione che lo considera ancora poco rispettoso.

Il digitale si conferma infine il principale motore del fenomeno, rendendo il passaggio dalla scatola regalo al carrello virtuale sempre più rapido e naturale, e trasformando un regalo sbagliato in una nuova opportunità economica e ambientale.

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