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4 Novembre 2025

Montagna a rischio: Anci Umbria lancia l’allarme sui nuovi criteri di classificazione dei Comuni

Giampiero Fugnanesi

AGIPRESS – PERUGIA – Una ridefinizione tecnica che potrebbe cancellare decine di Comuni montani dall’elenco ufficiale, privandoli di fondi vitali e aggravando il divario tra territori. È questo lo scenario che preoccupa Anci Umbria, che con una lettera firmata dal presidente Federico Gori e dal coordinatore della Consulta per le Politiche della Montagna Giampiero Fugnanesi, ha chiesto un intervento urgente al presidente nazionale Anci Gaetano Manfredi e all’assessora regionale Simona Meloni. Il rischio? Che l’Umbria, dove 69 Comuni su 92 sono oggi considerati montani, veda ridursi drasticamente il numero di enti beneficiari di misure economiche, fiscali e sociali fondamentali per la sopravvivenza delle aree interne. Nella lettera, i due rappresentanti umbri esprimono “profonda preoccupazione” per l’impostazione che la Commissione tecnica incaricata della revisione starebbe adottando: una visione “eccessivamente restrittiva”, basata quasi esclusivamente su parametri altimetrici e di pendenza. “Una simile impostazione – si legge nel documento – rischia di escludere molti Comuni umbri che, pur non rientrando nei nuovi parametri, presentano caratteristiche orografiche complesse e fragilità strutturali evidenti”. Secondo Gori e Fugnanesi, ciò snaturerebbe la finalità della Legge Montagna, che punta a valorizzare le specificità territoriali e a contrastare fenomeni come lo spopolamento e la perdita di servizi essenziali.
Anci Umbria chiede quindi che, prima dell’espressione del parere in sede di Conferenza Unificata, si apra un confronto ampio e condiviso con le Anci regionali e i delegati nazionali, per arrivare a una posizione unitaria che tuteli davvero le esigenze dei territori montani. La lettera si chiude con un appello al coordinamento nazionale e con la piena disponibilità dell’associazione umbra a contribuire al dialogo istituzionale.
D. Miliani

AGIPRESS

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