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10 Marzo 2026

Martone racconta la libertà di Goliarda Sapienza

AGIPRESS – LONDRA –  La BFI di Londra ha presentato Fuori, il film diretto da Mario Martone, presentato in concorso alla 78ª edizione del Festival di Cannes.

Ambientato in una Roma benestante che attraversa il difficile periodo degli anni di piombo, il film racconta la storia di Goliarda Sapienza, una delle scrittrici italiane più originali del Novecento, interpretata da Valeria Golino, che ne aveva già adattato per il piccolo schermo il celebre romanzo L’arte della gioia, pubblicato in Francia nel 2005, nove anni dopo la morte dell’artista. 

È il 1980 quando Goliarda finisce in carcere dopo aver rivenduto alcuni gioielli rubati.
L’esperienza nel penitenziario femminile di Rebibbia le fa scoprire un altro mondo, fatto di complicità, sorellanza e solidarietà.

Qui conosce Roberta e Barbara, interpretate rispettivamente da Matilde De Angelis ed Elodie. Roberta è una giovane attivista politica, criminale ed eroinomane: una figura complessa verso la quale Goliarda sviluppa un sentimento sospeso tra amore platonico e affetto materno.

Terminata l’esperienza carceraria, per Goliarda inizia il mondo di fuori. Ma la sua vita continua accanto alle ex compagne di cella, perché ormai il mondo dentro il carcere e quello esterno sono diventati inevitabilmente interconnessi.

Il ritorno alla società non è più lo stesso. Nella vita di Goliarda non c’è più spazio per i salotti mondani della Roma borghese, ambienti che le erano stati già preclusi dal classismo e dal perbenismo di una sua amica, circostanza che aveva spinto la scrittrice al furto dei gioielli.

È proprio grazie al periodo trascorso in carcere che la scrittrice sembra ritrovare quella libertà interiore che aveva sempre cercato.

«La vita di Goliarda è un disordine armonioso», ha dichiarato Valeria Golino al termine della presentazione del film.

«Goliarda è figlia del suo tempo, ma è una vera femminista, indipendente, pur non essendo politicamente schierata», ha concluso l’attrice napoletana.

«Le ore del presente sono già leggenda», leggono Goliarda e Roberta su un muro a Porta Maggiore.

È forse questa la chiave dell’esistenza di Goliarda: una vita sempre un passo avanti rispetto al suo tempo.

Emiliano Savini

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