
Secondo Ruvolo, gli interventi previsti nella legge di Bilancio risultano però «marginali rispetto alle esigenze concrete» di questo tessuto produttivo. Il rifinanziamento di misure già esistenti, come gli incentivi per la transizione digitale e ambientale, non viene considerato sufficiente, anche perché meno del 20% delle imprese avrebbe beneficiato in modo significativo degli strumenti di Industria e Transizione 4.0. Criticità anche sul fronte dei costi e della fiscalità. «Il prezzo dell’energia per le imprese italiane resta più alto del 30-40% rispetto a quello dei principali competitor europei – sottolinea Ruvolo – mentre la pressione fiscale complessiva sulle PMI continua a superare il 59%, un livello che frena investimenti, nuove assunzioni e la crescita dimensionale delle aziende». Per Confimprenditori, la manovra si limita dunque a misure tampone, senza affrontare in modo strutturale nodi cruciali come fisco ed energia. «Purtroppo – conclude il presidente – questa legge di Bilancio rappresenta l’ennesima occasione mancata del governo per sostenere davvero le piccole e medie imprese italiane».
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