
AGIPRESS – Dopo aver raggiunto oltre 1.000 scuole e 90.000 studenti in tutta Italia, il progetto Mabasta annuncia il lancio della Mabasta App, una piattaforma digitale concepita per far evolvere e potenziare il proprio modello di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo. La web app punta a mettere in rete le oltre 650 scuole già affiliate, trasformandole in una comunità connessa capace di condividere buone pratiche, monitorare l’impatto sociale delle iniziative e promuovere azioni prosociali diffuse su scala nazionale.
La nuova applicazione integra le sei azioni caratterizzanti del Modello Mabasta — tra cui la figura del MabaProf, i test anonimi sul clima di classe (MabaTest), gli studenti sentinella (“Bulliziotti”), le cassette per le segnalazioni fisiche (BulliBox) e il desk digitale MabaDAD — affiancandovi dinamiche di gamification come l’assegnazione di “Punti Empatia” e “Status Badge” per le classi coinvolte. Gli studenti partecipano in veste di creatori di contenuti e tutor peer-to-peer, realizzando video, podcast e sfide educative. L’iniziativa coinvolge inoltre l’infrastruttura economica locale, offrendo agli studenti virtuosi vantaggi e convenzioni presso aziende e negozi del territorio. Sul piano del supporto specialistico, la piattaforma integra una rete di avvocati, psicologi e psicoterapeuti per garantire un orientamento rapido sia alle vittime di soprusi sia agli autori di prevaricazioni attraverso percorsi di rieducazione.
Mabasta è guidata da una governance under 30 presieduta dal fondatore Mirko Cazzato (24 anni) e si avvale del supporto di 110 volontari adolescenti operativi negli hub di Lecce, Torino e Treviso. Lo sviluppo del progetto vede la partnership strategica dello studio legale LEGALIT Società tra Avvocati s.r.l., della cooperativa di psicoterapeuti PSI.F.I.A. e della società di innovazione tecnologica Start Smart.
“La Mabasta App rappresenta un’evoluzione naturale del nostro modello: vogliamo che le scuole non siano più realtà isolate, ma parte di una rete capace di collaborare, condividere esperienze e generare un impatto sempre maggiore”, ha affermato Mirko Cazzato, team leader di Mabasta.
Francesco Vaccaro, Managing Partner di LEGALIT Società tra Avvocati s.r.l., ha rimarcato l’importanza dell’iniziativa: “Siamo felici di poter collaborare con Mabasta in un’iniziativa che consideriamo preziosa. Ciò che ci ha colpito di questo progetto è che siano i ragazzi stessi, in una logica peer to peer, a sostenere i coetanei vittime di bullismo: a questi giovani va il nostro apprezzamento e a loro non faremo mancare il nostro supporto entusiasta. Il bullismo non è un problema privato di chi lo subisce, ma una questione che riguarda l’intera comunità: la scuola, le famiglie, il territorio. Un’iniziativa come questa svolge un ruolo sociale autentico, perché trasforma la solidarietà tra pari in un presidio di prevenzione diffuso e quotidiano. Sul piano difensivo, ciò che conta è agire bene, in modo professionale e subito per proteggere in modo efficace la vittima e, soprattutto, non lasciarla sola. I ragazzi che subiscono un sopruso non possono vedere che i bulli vincono: devono avere la prova concreta che, di fronte alle ingiustizie, il rimedio esiste e si chiama diritto”.
In merito ai risvolti psicologici del fenomeno, Maristella Taurino, psicoterapeuta referente della Cooperativa Sociale PSI.F.I.A., ha evidenziato: “Il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni complessi che possono lasciare ferite profonde sullo sviluppo emotivo e relazionale dei giovani. Dietro episodi di bullismo ci possono essere vissuti di profonda sofferenza, isolamento e vulnerabilità che colpiscono non solo le vittime, ma l’intero gruppo dei pari, inclusi i testimoni e gli stessi autori delle prevaricazioni. Dal punto di vista psicologico, riteniamo che questa app possa intervenire su un fattore cruciale: l’abbattimento del muro del silenzio. Come professioniste della salute mentale, le psicoterapeute di Psifia accolgono con grande interesse lo sviluppo di questa applicazione e sono disponibili a collaborare al fine di offrire supporto ai ragazzi per trovare uno spazio dove ricevere un primo orientamento psicologico”.
In conclusione, Luca Ciccarese, CEO di Start Smart, ha espresso il punto di vista del partner tecnologico: “Essere partner tecnologico della Mabasta App significa mettere le nostre competenze al servizio di una causa che ci sta particolarmente a cuore. Abbiamo progettato una piattaforma sicura, scalabile e semplice da usare, pensata per crescere insieme alla community Mabasta e per trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di prevenzione e di sostegno ai ragazzi”.




