DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

13 Novembre 2025

Legge di Bilancio, per Confimprenditori bene tassa su fast fashion ma non basta

AGIPRESS – ROMA – “Accogliamo con soddisfazione la notizia che il governo intende introdurre nella Legge di Bilancio 2026 una tassa sui pacchi di piccolo importo provenienti da Paesi extra-UE, in particolare dalla Cina. È un primo passo importante, che va nella direzione che Confimprenditori chiede da mesi: mettere un freno al dilagare del fast fashion e alla concorrenza sleale che sta minacciando il tessuto produttivo del Made in Italy. Ma non è abbastanza. Servono misure più incisive per tutelare le nostre imprese, i nostri lavoratori e il valore di un settore che rappresenta una parte essenziale della nostra identità economica e culturale.” Lo dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.

“Nel solo 2024 sono arrivati in Europa oltre 4,6 miliardi di pacchi sotto la soglia dei 150 euro, il 91% dei quali provenienti dalla Cina, con marchi come Shein, Temu e Aliexpress che continuano a invadere il mercato europeo senza alcuna imposizione doganale o standard qualitativo paragonabile a quello delle nostre aziende. È concorrenza sleale allo stato puro: prezzi irrisori, nessuna tracciabilità, produzione senza regole ambientali o tutele del lavoro, mentre le nostre imprese devono affrontare costi energetici, contributivi e fiscali enormemente più alti. È una battaglia ad armi impari. Il fast fashion è una bomba a orologeria per la nostra economia. Negli ultimi cinque anni l’Italia ha perso oltre 9.000 aziende tessili e più di 50.000 posti di lavoro, travolti da una competizione fondata sul prezzo e non sulla qualità. È una deriva che va fermata prima che sia troppo tardi”. AGIPRESS

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