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31 Gennaio 2026

La grazia feroce di Chloé Zhao, Hamnet – Nel nome del figlio

AGIPRESS – Con uno sguardo intimo e profondamente umano, Chloé Zhao realizza Hamnet – Nel nome del figlio, un film biografico e storico che sceglie di allontanarsi dal ritratto monumentale dell’autore per indagare il dolore silenzioso che precede la creazione artistica. Ambientato nell’Inghilterra rurale del XVI secolo, il film si muove lontano dalle corti e dai palcoscenici, concentrandosi sulla vita domestica di Agnes (Jessie Buckley) e William Shakespeare (Paul Mescal), una coppia legata da un amore concreto, fatto di gesti quotidiani e fragili equilibri familiari.

Zhao costruisce il racconto attorno alla perdita del giovane Hamnet, evento che spezza la continuità del tempo e apre una ferita irreversibile nella famiglia. La regista sceglie consapevolmente lo sguardo di Agnes come centro emotivo della narrazione, è lei a incarnare il dolore, la resistenza e la trasformazione, diventando il vero fulcro del film. Shakespeare non è il genio distante della storia ufficiale, ma un uomo vulnerabile, incapace di sottrarsi al lutto, che lentamente si riflette nella sua opera futura.

Il film gioca con l’ambiguità storica dei nomi Hamnet e Hamlet, considerati intercambiabili all’epoca, suggerendo con delicatezza che la tragedia privata possa aver dato il via alla scintilla creativa dell’Amleto. Tuttavia, Hamnet non è un film sull’origine di un capolavoro, quanto piuttosto sul processo emotivo che precede la sublimazione artistica. La morte non diventa spiegazione, ma presenza costante, invisibile eppure determinante.

La regia di Zhao privilegia i tempi dilatati, i silenzi e la fisicità degli spazi naturali. La campagna inglese non è semplice sfondo, ma estensione emotiva dei personaggi, luogo in cui il dolore si deposita e si trasforma. La messa in scena è sobria, quasi ascetica, e rifiuta ogni forma di spettacolarizzazione del trauma. Jessie Buckley offre un’interpretazione intensa e trattenuta, capace di restituire una femminilità complessa e resistente, premiata ai Golden Globe come Miglior Attrice protagonista, riconoscimento confermato anche dal Critic’s Choice Award 2026.

Distribuito da Universal Pictures e in uscita nelle sale italiane il 5 febbraio, Hamnet – Nel nome del figlio ha conquistato pubblico e critica, vincendo il Golden Globe come Miglior Film e ottenendo candidature agli Oscar e ai BAFTA. L’opera si muove nello spazio fragile in cui l’assenza diventa materia narrativa, interrogando il modo in cui l’esperienza si trasforma in traccia.
Un film che grida si, ma lo fa sussurrando.

Elena Sofia Vitali

AGIPRESS

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