Il commento di MARCELLO MANCINI
Manor Solomon è un giocatore di calcio. Chi sa di pallone dice che sia bravo, un talento. E che la Fiorentina, in gravissime difficoltà in questa stagione e con un piede in serie B, abbia fatto un gran colpo a ingaggiarlo dal Tottenham. Manor Solomon però ha un peccato originale che lo mette in fuorigioco: è israeliano. E ha anche la colpa di aver manifestato la sua felicità per la liberazione degli ostaggi israeliani da parte di Hamas, proprio nell’occasione dell’ultima, contestata partita fra le nazionali di Italia e Israele a Udine. E pure, sembra, che abbia sostenuto le azioni a Gaza dell’esercito israeliano, con messaggi sui social piuttosto espliciti. Si fa presto a mescolare lo sport con la politica. O forse, meglio, l’ideologia. A Firenze qualcuno non ha apprezzato.
Per ora la voce più forte del dissenso è arrivata da Sesto Fiorentino, meglio conosciuta come Sestograd, per richiamarne le ascendenze vagamente sovietiche. Il Comune più rosso dell’hinterland di Firenze, dove comanda la sinistra-sinistra, dove il sindaco Lorenzo Falchi ha sconfitto il candidato del Pd, salvo poi lasciare il Comune per essere eletto in Regione con il Campo largo, quindi anche con i voti del Pd.
A Sestograd, da anni si fanno le barricate contro l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, contro l’inceneritore, contro tutto quanto riguarda lo sviluppo della città capoluogo. E’ un tipo di governo rimasto ancorato a stagioni superate. Ma non per tutti.
A far notizia oggi è Jacopo Madau che è un assessore comunale di Sesto, alle politiche giovanili, al lavoro e alla cultura, che si è caricato sulle spalle il fronte pro Pal, che da queste parti è piuttosto effervescente, pronto a sbarrare la strada a Solomon, sulla base di un giudizio molto sommario. Perché, <chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina>. Ma e’ andata proprio come dice l’assessore Madau? E chi ha autorizzato costui a parlare in nome dei fiorentini?
Il motivo si capisce meglio quando si scopre che Madau è anche segretario provinciale di Sinistra italiana. Quando è stato eletto, all’inizio di dicembre, ha promesso <radicalità, credibilità, apertura alla società e di riavvicinare le persone alla politica, restituire una visione condivisa, e operare affinché si affermino giustizia sociale e giustizia climatica>. Impegni importanti, ai quali ora si è aggiunto quello di impedire che un calciatore israeliano possa giocare nella Fiorentina per il solo fatto di essere nato in Israele. Posizione piuttosto discutibile. Sicuramente divisiva. Tutti dicono di volere la pace, ma nessuno poi si sforza di abbassare i toni.
Tuttavia per ora non sembra che l’impennata anti ebraica abbia incontrato consensi fra i fiorentini, soprattutto fra quelli che tifano per la squadra di calcio. I commenti più benevoli accusano l’assessore di <discriminazione razziale>. Altri sostengono: <Che schifo mischiare calcio e politica>. I più ragionevoli pensano che si possa essere contro il genocidio in Palestina senza essere contro il popolo israeliano>. E qualcuno riconosce l’ovvia constatazione che <essere israeliano non è una colpa>
Al Villareal in Spagna, dove Solomon ha giocato le ultime partite, gli sono rimaste appiccicate addosso, forse frettolosamente, alcune affermazioni, tipo questa: <L’esplosione dell’ospedale di Gaza è senza dubbio colpa del lancio fallito di un razzo da parte della Jihad islamica. Uccidono il loro stesso popolo e danno la colpa a Israele. Dove erano puntati i vostri occhi il 7 ottobre?>.
Un ascoltato commentatore di calcio a Firenze, ha sentenziato sul suo profilo social: <Io non voglio Solomon. Per chiare, ovvie, basiche ragioni etiche e morali, ma anche perché è un elemento totalmente divisivo che attirerà polemiche, dibattiti, isterie e creerà confusione ovunque, anziché contribuire ad eliminarle. Resti dov’è>.
Comunque Solomon è arrivato ieri. Come si dice in questi casi, <ha già svolto le visite mediche>.
Non si sa se la Fiorentina, con lui, riuscirà a divincolarsi dall’ultima posizione in classifica, dove si trova ancorata attualmente. Stiamo certi, però, che la polemica non rimarrà circoscritta. Questa è una zona calda. Firenze c’è dentro. Questa è la città dove la sinistra ha chiesto le dimissioni del console onorario di Israele Marco Carrai dalla presidenza della Fondazione dell’ospedale Meyer, per motivi di opportunità. E dove qualche giorno fa è stato arrestato un uomo, considerato fiancheggiatore dell’organizzazione che in Italia procurava fondi da destinare ad Hamas. Ce n’è per tutti. Ma queste sono cose serie e gravi. Molto più di una partita di calcio.





