
AGIPRESS – FIRENZE – Presentato in Palazzo Medici Riccardi il progetto originale ‘La congiura dei Pazzi’ della Compagnia delle Seggiole, attiva sul territorio toscano dal 1999, e nota per l’abitudine di portare il suo pubblico in luoghi apparentemente non teatrali. Il testo della ‘Congiura’ è stato scritto da Massimo Sandrelli, intervenuto con il responsabile della Compagnia Fabio Baronti.
Il viaggio teatrale, in prima assoluta, sarà rappresentato negli spazi, anche più segreti, e nella sale di Palazzo Medici Riccardi, il 7, l’8, il 21 e il 22 novembre, alle ore 20.30 e alle ore 21.30 (due repliche per sera, durata dello spettacolo 60′ circa). E’ realizzato dalla Compagnia delle Seggiole con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e il contributo di Fondazione CR Firenze.
Il testo ripercorre la figura di Lorenzo de’ Medici: carisma, gusto per le arti e abilità politica, erede della strategia di Cosimo più che del prudente Piero. Con l’elezione di Sisto IV, Lorenzo ottiene la conferma di Tornabuoni e il monopolio dell’allume della Tolfa, ma spinge (invano) per la porpora al fratello Giuliano. L’ostilità dei Pazzi e dei loro alleati (Riario, Salviati) monta su questioni politiche, economiche e d’onore, fino a progettare un cambio di governo a Firenze.
Il comandante pontificio Montesecco rifiuta il sacrilegio; il piano degenera: si decide l’attentato in Duomo durante la Messa. Il 26 aprile 1478 Giuliano è ucciso con 19 colpi; Lorenzo è ferito ma si salva rifugiandosi in sacrestia. La città reagisce: fallisce l’assalto al Palazzo, suona la Martinella, i congiurati vengono arrestati ed eseguiti (tra cui Salviati e, poi, Bandini); beni dei Pazzi confiscati. Sisto IV scomunica Firenze e alimenta la guerra; l’economia vacilla e Lorenzo concentra risorse familiari per reggere l’urto. Per uscire dall’isolamento, Lorenzo compie il celebre viaggio diplomatico a Napoli presso re Ferrante, rischiando in prima persona. Dopo settimane d’incertezza, Ferrante si sgancia dal Papa e firma la pace: Lorenzo rientra a Firenze acclamato, rafforzando il suo ruolo di guida della città.
In controluce, il testo mette a confronto virtù politiche, rancori aristocratici e il fragile equilibrio tra religione, potere e finanza nel Quattrocento fiorentino.
Al termine dello spettacolo il pubblico potrà visitare gratuitamente la ‘Cappella dei Magi’ di Benozzo Gozzoli aperta eccezionalmente in orario serale per lo spettacolo





