Commento di Leonardo Bartoletti
AGIPRESS- Il regime iraniano sembra molto più organizzato e stabile di quanto il primo attacco avesse lasciato pensare. La sua resistenza ? Sarà il tempo a dire la verità. La strategia iraniana, al momento, è quella d’incendiare l’area e creare il caos. Una tattica suggerita dalle riserve missilistiche del regime che non sono in grado di reggere un lungo periodo di conflitto e per convincere i Paesi del Golfo ad indirizzare Trump verso una tregua. La leadership iraniana – qualunque essa sia in questa fase – non ha però fatto i conti con l’imprevista volontà di molti Stati, che puntano ad una definitiva e totale esliminazione del regime iraniano. Togliendo di mezzo una minaccia che da troppi anni incombe sull’area. L’Iran vuole fare più male possibile a Trump ed ai suoi alleati nel Golfo il prima possibile. La strategia del regime è il caos più totale e rapido possibile. Ma non è detto che Paesi come Arabia Saudita, Emirati o Qatar spingano sulla Casa Bianca per arrivare ad un cessate il fuoco. Anzi, l’impressione è che ci sia una spinta generale per andare fino in fondo. Soprattuto ora che molti Paesi hanno avuto la dimostrazione che l’Iran non si fa scrupoli a colpire anche loro.





