
AGIPRESS – ROMA – È stato presentato oggi a Roma, ospiti della Presidenza del Consiglio, il Rapporto “La Bioeconomia in Europa”, redatto dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster SPRING. A questa edizione del rapporto hanno contribuito SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), ISPIC (Intesa Sanpaolo Innovation Center) e l’Università della Campania Luigi Vanvitelli.
Il Rapporto è arrivato alla sua dodicesima edizione, confermandosi un punto di riferimento, fornendo una quantificazione del complesso insieme di settori che utilizzano materie prime di origine biologica rinnovabile, sempre più cruciali dal punto di vista della sostenibilità ma anche dell’autonomia strategica dell’Europa.
Dopo l’apertura, a cura di Mario Bonaccorso, Direttore del Cluster SPRING e Fabio Fava – Gruppo Coordinamento Nazionale Bioeconomia (GCNB) del Comitato Nazionale Biosicurezza, Biotecnologie e Scienza della Vita (CNBBSV), Presidenza del Consiglio dei Ministri ed i saluti istituzionali di Andrea Lenzi, Comitato Nazionale Biosicurezza, Biotecnologie e Scienza della Vita (CNBBSV), Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Roberto Gabrielli – Direttore Regionale Lazio e Abruzzo Intesa Sanpaolo, Laura Campanini, Serena Fumagalli e Stefania Trenti, del Research Department di Intesa Sanpaolo, hanno presentato i principali contenuti del Rapporto. È seguita una tavola rotonda, moderata da Massimo Deandreis (SRM), che ha visto la partecipazione di Salvio Capasso – SRM Centro Studi e Ricerche, Luigia De Ruvo – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fabio Fava –Gruppo Coordinamento Nazionale Bioeconomia (GCNB) del Comitato Nazionale Biosicurezza, Biotecnologie e Scienza della Vita (CNBBSV), Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alberto Fragapane –Novamont, Andrea Giorgiutti – Regione Friuli-Venezia Giulia, Amedeo Lepore – Centro Studi Cluster SPRING, Carlo Piemonte – FederlegnoArredo, Stefania Vigna – Intesa Sanpaolo Innovation Center. I lavori sono stati chiusi da un videomessaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Stefania Trenti, Responsabile Industry and Local Economies Research di Intesa Sanpaolo, ha commentato “La sostituzione di materie prime di origine fossile, al centro dello sviluppo della Bioeconomia, rappresenta nel contesto attuale un obiettivo sempre più strategico e non soltanto di sostenibilità ambientale. La filiera del legno rappresenta, in questo senso, un caso paradigmatico: la crescita della superficie forestale e della produzione di legno per riscaldamento in Europa ed in Italia, sostenuta anche dalle politiche di protezione della biodiversità, ha rappresentato un asset importante durante la fase più acuta della crisi del gas del 2022. L’Italia evidenzia una crescita significativa della superficie forestale, che si è accompagnata, a differenza di quanto avvenuto in altri paesi, ad uno sviluppo delle attività di sfruttamento. La silvicoltura e le attività più a monte di prima lavorazione del legno rivestono tuttavia ancora un ruolo limitato, a fronte dell’elevata capacità competitiva nelle fasi a valle, in particolare nella produzione di mobili, dove il Paese si colloca ai vertici europei per fatturato e tra i principali player mondiali nei prodotti di qualità elevata”.
Catia Bastioli, Presidente Cluster SPRING, afferma: La bioeconomia circolare rappresenta una risposta concreta e sistemica alle sfide contemporanee, ripensando produzione, uso e fine vita, generando bioprodotti che non si accumulano negli ecosistemi, e nuove tecnologie applicabili a scarti e sottoprodotti, senza sprecare nulla.
È un modello di innovazione industriale che apre nuove prospettive per un Made in Italy e un Made in Europe sempre più sostenibili, resilienti e competitivi. Grazie alla nuova Strategia europea per la Bioeconomia 2025, abbiamo un’opportunità concreta per mettere a terra misure che premino rapidamente i modelli virtuosi e sostengano la domanda di prodotti bio-based, a partire anche da nuovi codici statistici per le bioraffinerie e dal supporto a progetti territoriali. La vera sfida è costruire una visione condivisa del futuro europeo, rafforzando dialogo e cooperazione tra Paesi, regioni, filiere e ricerca: solo così la bioeconomia potrà affermarsi come un asset strategico, capace di generare valore ambientale, sociale ed economico e contribuire a un’Europa più resiliente e prospera.”
Fabio Fava, Professore ordinario presso la Scuola di Ingegneria dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Coordinatore del Gruppo di Coordinamento Nazionale Bioeconomia (GCNB) del Comitato Nazionale Biosicurezza, Biotecnologie e Scienza della Vita (CNBBSV) commenta: “L’analisi contenuta nel Rapporto conferma ancora una volta la rilevanza economica e occupazionale della bioeconomia, sia a livello europeo che nel nostro Paese, dove il metasettore continua a crescere, trainato soprattutto dalla filiera agroalimentare, generando valore e nuova occupazione sull’intero territorio nazionale. Si conferma così la resilienza di un comparto che contribuisce concretamente alla decarbonizzazione, alla rigerenazione dei suoli e degli ecosistemi terrestri e marini e, nel caso italiano, alla valorizzazione di tante aree rurali, forestali e costiere. Queste evidenze rappresenteranno un importante riferimento per le attività del Gruppo di Coordinamento Nazionale Bioeconomia della Presidenza del Consiglio, contribuendo ad orientare l’attuazione sul territorio nazionale delle raccomandazioni contenute nel Piano di implementazione della Strategia Nazionale per la Bioeconomia e nella nuova Strategia presentata dalla Commissione UE per il settore. Un sentito ringraziamento al Research Department di Intesa Sanpaolo e al Cluster SPRING per il Rapporto e per l’importante occasione di confronto e condivisione ospitata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da parte mia, del Gruppo di Corrdinamento Nazionale per la Bioeconomia (GCNB), del Prof. Andrea Lenzi e del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CNBBSV).





