
AGIPRESS – Roma, 27 ottobre 2025 – Intesa Sanpaolo e Azienda Speciale Palaexpo presentano la grande mostra ‘Restituzioni 2025’ che apre al pubblico a Palazzo Esposizioni Roma dal 28 ottobre al 18 gennaio 2026 e che espone le opere restaurate nell’ambito della XX edizione di Restituzioni, il grande programma di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale che Intesa Sanpaolo conduce da oltre 36 anni in collaborazione con il Ministero della Cultura.
LE OPERE DELLA XX EDIZIONE DI RESTITUZIONI
A fronte di opere in mostra di artisti più noti al grande pubblico – Giovanni Bellini, Bartolomeo Vivarini, Giulio Romano, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Mario Sironi, Pino Pascali – molti sono gli oggetti che testimoniano la varietà e peculiarità del patrimonio artistico italiano, offrendo l’occasione per interventi di restauro interessanti per tecnica e metodologie, come, ad esempio, l’arpicordo (spinetta pentagonale) di Giovanni Antegnati, di metà Cinquecento, la draisina ottocentesca (antenata della bicicletta) da Gallarate (VA), l’arco da Samurai e la barca siamese dal Castello Ducale di Agliè (TO), la barca cucita (metà II – fine I secolo a.C.) di oltre 4 metri dal MAN di Adria (RO), due abiti in stile Charleston da Roma, la pianeta e la stola di manifattura messicana in penne di colibrì da Roma, il letto in osso di età romana da Chieti, il grande Reliquiario a tabella da Serra San Bruno (VV). Per la prima volta, Restituzioni apre agli strumenti scientifici, con una macchina planetaria dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Splendidi la Cariatide da Villa Adriana di Tivoli (RM), l’Arazzo dell’Ingresso in Palestina dell’esercito di Vespasiano e Tito dalla Fondazione Cini di Venezia, la Croce dipinta da Pisa, l’arazzo su cartone di Raffaello del Museo Pontificio della Santa Casa di Loreto (AN), la Madonna con il Bambino di Pietro Alemanno da Capua (CE), il rilievo rinascimentale del Bargello di Firenze e quello costantinopolitano di Ravenna, così come i dipinti di Simone Peterzano da Como, di Fra’ Galgario dalla Pinacoteca di Brera di Milano, di Colantonio da Capodimonte. Forte il nucleo di dipinti secenteschi, con opere di Nicolas Régnier (Torino), Luca Giordano (Genova), Ludovico David (Roma), Giovanni Lanfranco (Roma), Battistello Caracciolo (Campobasso), Mattia Preti (Reggio Calabria). L’arte moderna/contemporanea è presente con opere di Mario Sironi, Massimo Campigli, Hans Lendorff, Giulio Aristide Sartorio, Angelo Zanelli, Felice Carena, Emanuele Cavalli, Pino Pascali. Un’importante collaborazione internazionale Italia-Belgio ha permesso il recupero del Retablo con la Adorazione dei Magi della chiesa milanese dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore (San Nazaro in Brolo), operato dall’Institut Royal du Patrimoine Artistique (IRPA) di Bruxelles. Commissionata sul finire del XV secolo per la cappella di famiglia dal ricco mercante milanese Protasio Bonsignori da Busto, impegnato nei commerci con il Nord Europa, l’opera è stata attribuita con certezza a Jan II Borman, della celebre famiglia di scultori di Bruxelles. Il restauro è frutto della collaborazione internazionale posta in essere da Soprintendenza e Diocesi di Milano, Fondation Périer-d’Ieteren, Fonds Jean-Jacques Comhaire e Fonds René et Karin Jonckheere gestiti dalla Fondation Roi Baudoin e Intesa Sanpaolo. Agipress





