DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

30 Novembre 2025

Inquinamento atmosferico responsabile del 15% di tutti i decessi sotto i 5 anni

AGIPRESS – I bambini di oggi stanno crescendo in un pianeta più caldo, più inquinato e più fragile rispetto a quello delle generazioni precedenti. L’UNICEF parla senza mezzi termini: la crisi climatica è ormai una crisi dei diritti dell’infanzia. Un terzo della popolazione mondiale è composto da bambini, e metà di tutti coloro che vivono in condizioni di estrema povertà ha meno di 18 anni. Secondo i dati dell’organizzazione, la metà dei bambini del pianeta vive in Paesi classificati a “rischio estremo” per gli effetti del caos climatico. Una minaccia che li colpisce in modo molto più severo rispetto agli adulti, a causa della loro minore capacità di resistenza fisica e di sistemi immunitari ancora in sviluppo.

Le conseguenze iniziano prima della nascita – Gli effetti del cambiamento climatico iniziano a manifestarsi ancor prima del primo respiro. Per ogni grado in più della temperatura globale, aumenta del 5% il rischio di parto prematuro o di morte in utero. Una volta nati, le minacce non diminuiscono: durante le ondate di calore il corpo dei bambini si surriscalda più rapidamente e la respirazione accelera. I più piccoli respirano il doppio degli adulti, e questo li espone maggiormente all’inalazione di aria inquinata.

Un futuro ancora più caldo – Le previsioni per il 2050 sono allarmanti: l’esposizione dei bambini alle ondate di calore estremo potrebbe aumentare di otto volte. Già oggi, uno su cinque vive almeno il doppio dei giorni di caldo estremo rispetto a quando erano bambini i loro nonni. Nel frattempo, eventi climatici estremi — alluvioni, incendi, siccità — diventano sempre più frequenti e distruttivi.

“La scienza è chiara su ciò che deve essere fatto. Meno chiaro è se saremo in grado di affrontare la sfida”, avverte l’UNICEF. “Il mondo agirà per proteggere i bambini?”

Emissioni da ridurre e servizi da rafforzare – La soluzione non è un mistero: ridurre in modo urgente e deciso le emissioni globali. Una transizione energetica equa, sottolinea l’UNICEF, porterebbe enormi benefici ai più piccoli. Respirare aria più pulita significherebbe ridurre un fattore responsabile del 15% dei decessi dei bambini sotto i cinque anni.

Ma non basta. Servono investimenti nei servizi essenziali: sanità, istruzione, acqua potabile, igiene, alimentazione, protezione sociale. Sono pilastri fondamentali per garantire ai bambini non solo la sopravvivenza, ma anche uno sviluppo sano.

Cresce l’attenzione, ma il tempo stringe – C’è un segnale positivo: cresce il riconoscimento delle esigenze dei bambini nei piani d’azione nazionali sul clima. Il 70% dei Contributi Determinati a livello nazionale include ora misure dedicate ai minori, e 70 governi hanno firmato la “Dichiarazione sui bambini, i giovani e l’azione per il clima”.

Un progresso importante, ma ancora insufficiente.

La domanda decisiva: “I bambini hanno bisogno e meritano un pianeta più pulito e più sicuro”, conclude l’UNICEF. “La domanda che tutti noi dobbiamo porci è: saremo all’altezza della sfida?”

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