AGIPRESS – Guerre e tensioni internazionali non frenano la domanda di lusso, anzi spingono gli investitori ad alto patrimonio verso l’immobiliare di pregio come bene rifugio. Il mattone italiano si conferma un approdo sicuro, soprattutto nel segmento delle dimore storiche e delle proprietà di alta fascia, e in particolare nel Centro Italia”.
A dirlo è Gabriele Carratelli, presidente di Carratelli Holding, gruppo specializzato nella consulenza e intermediazione per immobili di lusso con sedi operative in Toscana, nel Lazio e all’estero.
“La nostra holding – spiega Carratelli – stima un aumento pari a circa il 10% nell’ultimo anno della domanda da parte di investitori esteri, in particolare nell’Italia centrale, dove la combinazione tra paesaggio, qualità architettonica e stabilità del sistema immobiliare rende il mercato tra i più solidi in Europa”
“Registriamo un afflusso crescente di capitali da aree extra-europee – prosegue Carratelli – con un’attenzione particolare a ville, tenute storiche e residenze unifamiliari immerse nel paesaggio ma dotate di tecnologie moderne. Questi acquirenti scelgono l’Italia per la sua unicità culturale e per la certezza giuridica che il nostro sistema garantisce: per loro, non è un investimento speculativo, ma una strategia di protezione patrimoniale a lungo termine”.
La tendenza, secondo Carratelli Holding, premia le proprietà “resilienti”, capaci di unire il fascino della storia con l’efficienza e la sicurezza della modernità. “Si cercano dimore che uniscano riservatezza, comfort e sostenibilità – conclude Carratelli –. Molti immobili vengono riqualificati per raggiungere standard elevatissimi di efficienza energetica e di sicurezza, senza perdere il valore estetico e identitario originario. È questa la chiave che mantiene il mercato del lusso italiano al vertice mondiale”.





