
AGIPRESS – Nei primi tre mesi del 2026, il mercato immobiliare in Toscana ha mostrato segnali di crescita sia dei prezzi di vendita che dei canoni di locazione. Infatti, rispetto allo stesso periodo del 2025, i primi sono saliti del 4,7% e i secondi del 6,6%. Per acquistare casa in regione servono mediamente 2.651 €/mq, mentre per affittare bisogna mettere a budget 16,4 €/mq medi.
È quanto si evince dall’Osservatorio trimestrale sul mercato residenziale toscano realizzato da Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato, specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia.
Guardando agli altri indicatori di mercato, a differenza di quanto avviene nella gran parte delle regioni italiane, in Toscana la pressione di domanda 1 cala anche nel comparto delle compravendite (-2,1%) oltre che, più nettamente, in quello delle locazioni (-17,4%). L’offerta, invece, mostra un deciso accumulo negli affitti (+42,2%), mentre si contrae lievemente per quanto riguarda le case in vendita (-1,3%).
Entrando nel dettaglio delle dinamiche di Firenze, si notano degli andamenti di prezzo che si scostano da quelli regionali: se, infatti, come nella gran parte dei territori toscani, i costi delle case in vendita nel capoluogo sono aumentati tra il primo trimestre del 2025 e lo stesso periodo del 2026 (+6,3%), i canoni di locazione hanno invece sperimentato una diminuzione del 2,6% nel medesimo arco temporale. Ad ogni modo, la città del David rimane l’area in assoluto più cara della Toscana sia per comprare (4.733 €/mq) che per affittare un’abitazione (20,8 €/mq). Per quanto riguarda la pressione di domanda, il capoluogo toscano rispecchia gli andamenti regionali, ma con variazioni ancora più marcate nell’ultimo anno. Nelle vendite, tale indicatore è calato del 14,8%, mentre nelle locazioni ha registrato un -28,5%. L’offerta, invece, ha sperimentato crescite in ambedue i comparti, con un +5,6% dello stock in vendita e addirittura un +90,5% di case disponibili in locazione.
Alle spalle di Firenze, il secondo territorio più caro in regione per acquistare un immobile è la Provincia di Lucca (3.928 €/mq, +6,8% nei primi tre mesi del 2026), mentre la zona più conveniente è la Provincia di Arezzo, con 1.450 €/mq e un lieve incremento, pari all’1,2%, nel 1 Per pressione di domanda si intende il numero medio di contatti per annuncio. Tutte le aree regionali mostrano un rialzo dei prezzi di vendita nell’ultimo anno – con il +7% del Comune di Livorno a primeggiare – eccezion fatta per il Comune di Massa, che rimane perfettamente stabile. Nonostante il dato regionale negativo della pressione di domanda sulle vendite, diversi territori sperimentano una tendenza opposta: tra questi, il Comune di Massa sale a due cifre nel trimestre (+18,5%), così come il Comune di Arezzo (+13,9%). Anche per l’offerta non si nota un andamento lineare per comuni e province, con diverse flessioni – come il -18,4% della Provincia di Pisa – a cui fanno da contraltare altrettante crescite, tra cui spicca il +7,5% del Comune di Siena.
Dietro a Firenze, la seconda area più cara in regione per affittare un immobile è la Provincia di Grosseto, con 20,4 €/mq (+6,2% tra gennaio e marzo del 2026). La Provincia di Arezzo resta invece, come per le compravendite, la zona meno costosa, con 8,6 €/mq, nonostante un incremento del 15% circa nel periodo esaminato. Quest’ultimo non è tuttavia l’aumento più significativo, perché la Provincia di Livorno ha segnato addirittura un +29%. Alcuni territori, al contrario, hanno registrato una riduzione dei canoni, come Prato, dove sia il Comune che la Provincia presentano segno meno (-2,5% e -1,9% rispettivamente).
Analizzando, per concludere, pressione di domanda e offerta di locazioni, come per le compravendite trovare una linearità tra i vari territori è complesso. Per quando concerne la pressione di domanda, nonostante la decrescita a livello regionale, emergono alcune rilevanti variazioni positive, come il +59,6% della Provincia di Siena o il +40,6% di quella di Pisa. Lo stock disponibile, invece, cresce nella gran parte delle zone, ma si contrae, per esempio, nel Comune e in Provincia di Lucca (-6,2% e -0,2% rispettivamente).





