
AGIPRESS – «Il turismo religioso trova nella Chiesa Cattolica la sua espressione più significativa, perché nel pellegrinaggio si incontrano la dimensione della fede, la spiritualità, la storia, la cultura e la bellezza dei territori. Il pellegrino non è semplicemente un turista: è una persona che intraprende un percorso, fisico e interiore, alla ricerca di luoghi, testimonianze e valori capaci di parlare alla sua coscienza». Lo ha dichiarato Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, nel corso di un incontro tenutosi a Milano, presso la sede dell’impresa Sociale MilanoPerCorsi, dedicato al ruolo del turismo religioso nel contesto delle nuove dinamiche sociali, culturali e spirituali internazionali. Maimone ha sottolineato come il turismo religioso rappresenti oggi un fenomeno di particolare rilevanza internazionale e come la Chiesa Cattolica costituisca il principale riferimento storico e spirituale di questa forma di turismo, grazie alla presenza capillare dei suoi luoghi di culto, dei santuari, delle basiliche, delle cattedrali, dei monasteri e degli itinerari di pellegrinaggio. «Il pellegrinaggio – ha spiegato Maimone – non è soltanto il raggiungimento di una destinazione. È un percorso che invita alla riflessione, alla conoscenza e alla riscoperta dei valori spirituali. Il pellegrino attraversa territori, incontra comunità, entra nelle chiese, percorre antichi cammini e vive luoghi nei quali la storia della Chiesa ha lasciato una testimonianza profonda». In questo senso, secondo Maimone, la storia della Chiesa Cattolica rappresenta una componente essenziale del patrimonio culturale dei territori. «Nel corso dei secoli la Chiesa ha scritto una parte fondamentale della storia dell’Europa e del mondo – ha affermato – lasciando una straordinaria eredità spirituale, culturale e artistica. Questa storia è visibile nelle grandi cattedrali, nelle basiliche e nei santuari, ma anche nei piccoli borghi, nelle strade, nei monasteri e nelle piazze». «Le piazze delle nostre città – ha aggiunto – sono spesso luoghi nei quali la storia religiosa e civile si è incontrata. Sono spazi nei quali le comunità hanno celebrato, pregato, discusso, accolto pellegrini e vissuto momenti importanti della propria storia. Per questo anche attraversare una piazza, entrare in una chiesa o seguire un antico itinerario può diventare parte di un’esperienza di turismo religioso e culturale».
Il pellegrino e la riscoperta dei valori
Per Maimone, il futuro del turismo religioso deve essere costruito mettendo al centro la figura del pellegrino, inteso come persona alla ricerca di un’esperienza autentica. «Il pellegrino cerca spiritualità, ma anche conoscenza. Cerca luoghi nei quali poter ritrovare il senso della storia, della tradizione e della propria interiorità. Per questo il turismo religioso deve saper raccontare i valori della Chiesa, la storia che essa ha scritto e il patrimonio che ha consegnato alle generazioni».
La crescente attenzione verso il turismo lento, sostenibile e culturale può, secondo Maimone, rafforzare ulteriormente questa prospettiva.
«Il turismo religioso può inserirsi pienamente nella nuova cultura del viaggio lento e sostenibile. Camminare, attraversare un territorio, fermarsi in una piazza, visitare una chiesa, conoscere una comunità e ascoltare la storia di un luogo significa vivere il viaggio con maggiore consapevolezza».
In questa prospettiva, il patrimonio della Chiesa non deve essere considerato esclusivamente come un insieme di monumenti da visitare, ma come un patrimonio vivo, capace di trasmettere valori e memoria. «La bellezza artistica e architettonica delle chiese – ha evidenziato Maimone – non può essere separata dalla spiritualità che le ha generate. Una cattedrale, un santuario o un monastero raccontano contemporaneamente la fede di una comunità, la sua storia, la sua cultura e il lavoro di generazioni di uomini e donne».
La Chiesa del dialogo e la Chiesa missionaria
Nel corso dell’incontro, Maimone ha evidenziato anche il valore del dialogo e della missione nella prospettiva dello sviluppo internazionale del turismo religioso. «Mi ispiro alla Chiesa del dialogo di Papa Francesco e alla Chiesa missionaria di Papa Leone – ha dichiarato Maimone – perché considero il turismo religioso un possibile strumento di incontro tra persone, culture e popoli».
«La Chiesa del dialogo – ha proseguito – ci insegna l’importanza dell’incontro, dell’ascolto e della fraternità. La dimensione missionaria richiama invece la capacità di uscire dai propri confini e portare un messaggio di speranza, accoglienza e condivisione. Sono valori che possono trovare nel turismo religioso un terreno concreto di espressione». Il turismo religioso, quindi, può assumere una funzione che va oltre la dimensione economica e turistica, diventando strumento di conoscenza, dialogo culturale e spirituale.
Una storia che continua nei territori
«La Chiesa Cattolica è presente nella storia dei territori – ha sottolineato Maimone – e questa presenza deve essere raccontata. Quando un pellegrino arriva in una città, non deve incontrare soltanto un monumento, ma deve poter comprendere la storia che quel monumento rappresenta, la comunità che lo ha costruito, la fede che lo ha animato e i valori che ancora oggi può trasmettere». «Il turismo religioso – ha aggiunto – deve dunque valorizzare i percorsi nella loro completezza: il santuario, la chiesa, la cattedrale, il monastero, ma anche le piazze, le strade storiche, i piccoli centri e i luoghi nei quali la vita religiosa e civile delle comunità si è sviluppata nel corso dei secoli». In questo quadro, la valorizzazione del patrimonio religioso può contribuire anche alla rivitalizzazione culturale dei territori, favorendo una maggiore conoscenza delle tradizioni locali e creando nuove opportunità di incontro tra residenti e visitatori.
La dimensione internazionale della Rete Mondiale del Turismo Religioso
Biagio Maimone è Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), realtà presente in 18 Paesi e attiva anche in Italia, con una particolare attenzione all’area del Sud e alla Basilicata. Maimone è inoltre Direttore della comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, presieduta da Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, già segretario personale di Papa Francesco.
Nel corso della propria attività giornalistica e professionale, Maimone ha seguito le iniziative della Fondazione, approfondendo in particolare i temi del dialogo interreligioso, della fraternità e della cooperazione tra le diverse confessioni religiose, nonché i principi espressi dal Documento sulla Fratellanza Umana.
Turismo religioso, fraternità e pace
«Il turismo religioso – ha concluso Maimone – può diventare una grande esperienza di fraternità. Il pellegrino attraversa confini, incontra persone diverse, conosce culture e tradizioni e scopre che dietro ogni luogo esiste una storia umana».
«Per questo ritengo che la Chiesa Cattolica possa offrire un contributo fondamentale al turismo religioso globale, attraverso il proprio patrimonio spirituale, la propria storia e la propria cultura. Valorizzare questo patrimonio significa valorizzare la memoria, ma anche costruire un futuro fondato sull’incontro». «Il vero turismo religioso – ha concluso – deve condurre il pellegrino verso la bellezza, la conoscenza e la spiritualità, ma anche verso i grandi valori della Chiesa: fraternità, accoglienza, dialogo, unità e pace».