AGIPRESS – Mentre gran parte dell’attenzione è inevitabilmente rivolta all’uscita di Odissea, il nuovo kolossal di Christopher Nolan – che vi consiglio comunque di vedere anche solo per l’esperienza di confrontarsi con un’opera tanto ambiziosa quanto affascinante e rischiosa, destinata a essere una delle pellicole più discusse e divisive della stagione – questa settimana il mio consiglio prende una strada diversa.
Dovendo scegliere un solo film da consigliarvi infatti, punterei senza esitazioni su un documentario che punta al sorriso: Agent of Happiness – Il Bhutan e la felicità, diretto da Arun Bhattarai e Dorottya Zurbó.
In uscita il 16 luglio, il film conduce lo spettatore nel cuore del Bhutan, piccolo regno himalayano celebre per aver introdotto un indicatore unico al mondo: la Felicità Nazionale Lorda. In questo Paese il benessere dei cittadini non viene valutato soltanto attraverso criteri economici, ma anche tramite un articolato sistema di interviste affidato a speciali agenti della felicità.
Il protagonista è Amber Kumar Gurung, quarantenne dal carattere sensibile e sognatore, che vive con la madre e coltiva il desiderio di trovare l’amore. La sua inclinazione a interrogarsi sul senso della vita lo ha portato a svolgere proprio questo particolare lavoro: visitare le famiglie del Bhutan per raccogliere dati sul loro livello di felicità.
Insieme al collega Guna Raj Kuikel, Amber attraversa città e villaggi incontrando persone molto diverse tra loro. Attraverso queste testimonianze il documentario mostra come il concetto di felicità sfugga a qualsiasi formula matematica, trasformando un’indagine statistica in un intensissimo racconto umano.
Pur raccontando una realtà profondamente legata alla cultura bhutanese, Agent of Happiness – Il Bhutan e la felicità affronta temi considerati in una certa maniera universali. Le esperienze delle persone incontrate lungo il viaggio ci ricordano che la ricerca della felicità è un percorso comune, molte volte indipendentemente dal luogo in cui si vive.
Presentato al Biografilm Festival 2024 nella sezione Concorso Internazionale, il documentario ha una durata di 94 minuti ed è diretto da Arun Bhattarai e Dorottya Zurbó. Con uno sguardo delicato e mai giudicante, il film invita a riflettere sul significato del benessere e sul valore delle relazioni umane, offrendo allo spettatore la capacità di emozionarsi senza ricorrere a effetti spettacolari.
Elena Sofia Vitali
AGIPRESS





