
AGIPRESS – Cambiare lavoro è uno dei buoni propositi più diffusi per il futuro, ma per molti italiani il percorso per trovare una nuova occupazione si trasforma in una vera e propria prova di resistenza psicologica. Secondo una ricerca condotta da Unobravo, piattaforma di psicologi online, il 44% degli italiani prevede di cambiare lavoro nel 2026, ma la ricerca di un nuovo impiego è vissuta come un’esperienza stressante e logorante da una larga fetta della popolazione. Il sondaggio, realizzato su oltre 1.500 lavoratori italiani che hanno cercato lavoro negli ultimi 12 mesi, fotografa una situazione chiara: per il 55% la ricerca di lavoro è fonte di stress, mentre il 42% dichiara un impatto negativo sulla propria salute mentale, con effetti che spesso si estendono anche alla vita privata e alle relazioni personali.
Stipendi bassi e ghosting: le principali cause di frustrazione – Tra i fattori che generano maggiore ansia e demotivazione emergono soprattutto le condizioni economiche e la scarsa trasparenza dei processi di selezione. In cima alla classifica delle frustrazioni ci sono:
- stipendi offerti troppo bassi (29%);
- ghosting da parte di aziende o recruiter dopo candidature o colloqui (26%);
- informazioni salariali poco chiare o assenti (21%).
Seguono la difficoltà nel trovare aziende in linea con le proprie aspettative, la presenza di annunci fraudolenti e processi di candidatura lunghi e ripetitivi. Elementi che, messi insieme, alimentano un senso di incertezza e svalutazione personale.
Una ricerca che dura oltre due mesi (e pesa sulle decisioni) – In media, in Italia servono 73 giorni – oltre dieci settimane – per trovare un nuovo lavoro, con circa 13 candidature inviate prima di ricevere un’offerta. Le donne impiegano in media 11 giorni in più rispetto agli uomini, mentre gli introversi affrontano tempi leggermente più lunghi rispetto agli estroversi. Questo stress prolungato finisce per influenzare anche le scelte professionali: il 36% degli italiani ha accettato la prima offerta ricevuta, pur non considerandola adatta. Il 46% si è candidato a ruoli per cui era sovraqualificato, mentre il 31% ha puntato su posizioni per cui non si sentiva pienamente preparato. Non mancano comportamenti “difensivi”: quasi uno su quattro ammette di aver esagerato nel CV o durante i colloqui, e oltre uno su cinque ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per le candidature, spesso senza dichiararlo.
Salute mentale sotto pressione: cresce la richiesta di supporto – Il peso emotivo della ricerca di lavoro è tale che quasi un italiano su tre (32%) ha pensato di rivolgersi a uno psicologo per gestire ansia e frustrazione. Un dato che conferma il legame sempre più stretto tra benessere mentale e instabilità lavorativa. «La ricerca di lavoro può diventare un’esperienza emotivamente molto impegnativa», spiega Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Direttrice Clinica di Unobravo. «Tempi di attesa lunghi, feedback assenti e forte competizione possono generare stress e sentimenti di inadeguatezza».
Cosa chiedono i candidati alle aziende – Dallo studio emerge anche un messaggio chiaro rivolto ai datori di lavoro: il 57% dei candidati ritiene che le aziende offrano poco supporto durante le selezioni, e il 36% ha ritirato una candidatura o rifiutato un’offerta a causa di esperienze negative. Le richieste principali? Maggiore trasparenza salariale, tempi di risposta più rapidi e feedback chiari dopo i colloqui. Una parte degli intervistati auspica persino l’introduzione di forme di supporto psicologico durante i processi di selezione.
I consigli degli psicologi: struttura, confini e resilienza – Per affrontare la ricerca di lavoro senza compromettere il proprio equilibrio emotivo, gli psicologi di Unobravo suggeriscono alcune strategie pratiche: creare una routine definita, stabilire confini chiari tra vita personale e candidature, e imparare a riformulare i rifiuti come opportunità di crescita. «Non bisogna vivere un “no” come un fallimento personale», sottolinea Fiorenza Perris. «Ogni rifiuto può aiutare a capire meglio quale direzione professionale è davvero in linea con i propri valori». Fondamentale anche chiedere supporto, condividendo le difficoltà con amici, familiari o professionisti, per ridurre il senso di isolamento che spesso accompagna questo percorso Lo studio completo è disponibile al seguante link: https://www.unobravo.com/post/salute-mentale-ricerca-di-lavoro
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