Ora che sono riuscita ad attirare la vostra attenzione volevo proprio parlavi di questi Vampiri Energetici. Nel linguaggio comune si sente spesso parlare di vampiri energetici e sono persone che, dopo un’interazione, ci lasciano stanchi, svuotati, irritabili o confusi. Il termine è suggestivo, quasi esoterico, ma in realtà descrive dinamiche psicologiche ben note, studiate da tempo dalla psicologia delle relazioni e della personalità, non si tratta di individui “malvagi” o consapevolmente manipolatori nella maggior parte dei casi, bensì di persone che, per caratteristiche emotive e relazionali, assorbono risorse emotive dagli altri senza riuscire a regolare le proprie. Quindi in psicologia non si parla di energia in senso mistico, ma di risorse psichiche che sono attenzione, empatia, capacità di ascolto, regolazione emotiva e senso di sicurezza. Quindi quando interagiamo, queste risorse vengono scambiate. In un rapporto sano è caratterizzato da reciprocità, ma al contrario, alcune relazioni sono fortemente sbilanciate, e una persona finisce per dare molto più di quanto riceva. È in questo squilibrio che nasce l’esperienza del “sentirsi svuotati”. Non esiste un’unica tipologia, ma alcuni stili relazionali ricorrenti come Il lamentatore cronico che vive in uno stato di insoddisfazione costante ed ogni conversazione diventa un elenco di problemi, senza reale apertura al cambiamento e l’altro viene usato come contenitore emotivo. Abbiamo poi la vittima permanente, si percepisce sempre come danneggiata dagli eventi o dagli altri e questo atteggiamento attiva senso di colpa e responsabilità in chi ascolta, che si sente obbligato ad aiutare. Possiamo trovare il narcisista relazionale il quale ha bisogno continuo di attenzione, conferme e ammirazione oltre al fatto che le emozioni altrui vengono minimizzate o ignorate. La relazione ruota attorno ai suoi bisogni. Infine c’è il controllore ansioso che trasmette inquietudine, urgenza e iper-responsabilità. Spesso delega il proprio senso di sicurezza all’altro, che finisce per sentirsi sotto pressione. Questi stili non sono diagnosi cliniche, ma modalità difensive apprese, spesso radicate in insicurezze profonde. Una domanda fondamentale è: perché alcune persone diventano bersagli privilegiati? Chi viene spesso coinvolto in relazioni di questo tipo tende ad avere alta empatia, difficoltà a porre limiti, bisogno di approvazione, timore del conflitto ed infine il ruolo di “salvatore” interiorizzato. In termini psicodinamici, si crea un incastro relazionale in cui il bisogno dell’uno trova terreno fertile nelle caratteristiche dell’altro. La strategia per “difendersi” da ciò non è l’evitamento, ma lo sviluppo di confini psicologici sani. Questo significa che bisogna riconoscere le proprie sensazioni dopo un’interazione, distinguere ciò che è “mio” da ciò che è “dell’altro”, imparando a dire no senza giustificarsi eccessivamente, limitare il tempo e l’intensità del coinvolgimento e tollerare il disagio del conflitto quando necessario. Ci tengo a precisare che dal punto di vista psicologico, mettere confini non è egoismo, ma autoprotezione emotiva. Quindi è importante ricordare che i cosiddetti vampiri energetici non rubano energia, ma la chiedono in modo disfunzionale. Spesso sono persone che non hanno sviluppato strumenti adeguati di autoregolazione emotiva e cercano all’esterno ciò che manca all’interno. Comprendere questo non significa accettare tutto, ma scegliere consapevolmente come e quanto dare. Usando questo concetto di vampiro energetico è stata volutamente usata come metafora efficace per descrivere relazioni sbilanciate e logoranti. La psicologia ci invita a spostare il focus dalla colpa alla consapevolezza, osservare le dinamiche, riconoscere i propri limiti e costruire relazioni fondate su reciprocità e rispetto. In ultimo la vera “energia” da preservare è la nostra capacità di stare bene con noi stessi e con gli altri.
Alessandra Campanini -Psicologa- Sessuologia Clinica e Forense.





