
AGIPRESS – Il film mescola abilmente toni drammatici e spunti da commedia nera per raccontare la progressiva frattura di un matrimonio apparentemente perfetto. Ivy e Theo sembrano incarnare l’ideale borghese della felicità: entrambi affermati professionalmente, uniti da un amore saldo e genitori di figli esemplari. Ma ciò che appare in superficie si rivela ben presto un’illusione.
Quando la carriera di Theo subisce una brusca battuta d’arresto e quella di Ivy, al contrario, prende il volo, gli equilibri si rompono. La tensione tra i due coniugi cresce in modo sottile ma inesorabile, trasformando la loro intimità in un terreno di scontro. Il disagio, covato per anni sotto la cenere dell’abitudine e del compromesso, esplode con tutta la sua potenza in una lotta fatta di recriminazioni, invidie e sottili vendette quotidiane.
Jay Roach, già noto per pellicole che sanno muoversi tra satira e impegno (Bombshell, Trumbo), dirige con mano precisa una storia intrisa di ambiguità emotiva, dove il pubblico è spinto a interrogarsi su cosa significhi davvero “vita perfetta”. Il remake si distacca dal tono grottesco dell’originale per approfondire le dinamiche psicologiche, pur mantenendo un ritmo brillante e dialoghi affilati.
I Roses si candida a segnare la ripartenza della stagione cinematografica, dopo un periodo di stasi nelle uscite in sala: una commedia travestita da dramma familiare, dove il sorriso spesso lascia spazio a riflessioni pungenti e amare.
Elena Sofia Vitali
AGIPRESS





