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2 Agosto 2026

Hokum, l’orrore psicologico tra trauma e soprannaturale nel cinema di Damian Mc Carthy

AGIPRESS – Poche volte riesco ad essere incuriosita da un horror, genere da cui solitamente mi tengo alla larga, eppure, questa settimana farò un’eccezione, perché Hokum sembra avere quel qualcosa in più. Più che puntare al jumpscare, costruisce un’atmosfera inquietante che incuriosisce anche i più restii al genere.

Diretto da Damian Mc Carthy, il film segue la storia di Ohm Bauman, uno scrittore che sceglie di raggiungere una locanda isolata nelle campagne irlandesi con l’intenzione di disperdere le ceneri dei suoi genitori. Quello che dovrebbe essere un momento intimo e quieto prende però ben presto una direzione improvvisa. Il luogo sembra custodire un passato oscuro e gli abitanti del posto raccontano una leggenda che ruota attorno a una misteriosa figura femminile, una strega la cui presenza continuerebbe a infestare una delle stanze dell’edificio.

Con il trascorrere delle ore la realtà comincia a incrinarsi. Visioni sempre più angoscianti si fanno spazio nella mente del protagonista mentre l’albergo diventa teatro di eventi inspiegabili. Alcune persone sembrano svanire nel nulla e ogni nuova scoperta rende sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che nasce dalle sue paure. La ricerca di risposte finisce così per trasformarsi in un confronto doloroso con i propri traumi e sensi di colpa.

Hokum costruisce la tensione con pazienza e preferisce insinuare il dubbio anziché affidarsi esclusivamente agli effetti tipici del cinema horror. L’ambientazione irlandese, immersa nella natura e avvolta da un senso costante di isolamento, contribuisce a creare un clima cupo che accompagna lo spettatore fino all’epilogo.

Nel cast spicca Adam Scott affiancato da David Wilmot, Austin Amelio e Florence Ordesh. Con una durata di poco superiore a un’ora e mezza, Hokum arriverà nelle sale italiane il 5 agosto e si presenta come una proposta interessante per chi cerca un horror capace di inquietare senza rinunciare a una storia ricca di mistero e suggestione.

Elena Sofia Vitali

AGIPRESS

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