AGIPRESS – La transizione energetica sta cambiando il mercato del lavoro italiano. Nei prossimi cinque anni le imprese avranno bisogno di oltre 3,7 milioni di lavoratori, e per una quota sempre più ampia saranno richieste competenze legate alla sostenibilità e alle tecnologie verdi. È quanto emerge dai dati previsionali del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere presentati a KEY – The Energy Transition Expo, la manifestazione internazionale dedicata alla transizione energetica organizzata da Italian Exhibition Group a Rimini.
Secondo lo scenario positivo per il periodo 2025-2029, circa 2,3 milioni di lavoratori dovranno possedere competenze green, necessarie per gestire tecnologie e prodotti legati alla sostenibilità. In particolare, 1,55 milioni di addetti dovranno avere competenze di livello intermedio, mentre circa 760 mila dovranno possedere competenze avanzate in ambito ambientale ed energetico. Parallelamente cresce anche la domanda di competenze digitali: 2,2 milioni di lavoratori dovranno possederle, con oltre 910 mila professionisti chiamati ad avere un mix avanzato di competenze digitali.
I settori che trainano l’occupazione verde – A spingere la crescita dei green jobs sono soprattutto alcune filiere chiave della transizione energetica. Il comparto delle costruzioni e infrastrutture registra il fabbisogno più elevato, con tra 226 mila e 271 mila lavoratori previsti nel quinquennio, tra operai specializzati, tecnici e ingegneri impegnati in efficientamento energetico, rigenerazione urbana e sviluppo delle reti. Segue la meccatronica e robotica, con 149-164 mila nuovi occupati, legati allo sviluppo di automazione industriale, macchinari efficienti e tecnologie per l’energia. Anche mobilità e logistica saranno interessate da una forte crescita occupazionale, con 139-151 mila lavoratori richiesti, in un settore sempre più orientato all’elettrificazione dei trasporti e alla gestione digitale delle filiere.
La sfida delle competenze – «Quando parliamo di nuove energie per il lavoro di domani non parliamo solo di kilowatt, ma di capitale umano», ha spiegato Riccardo Cuomo, responsabile politiche del lavoro di Unioncamere. «La vera infrastruttura della transizione energetica sono le competenze». Il tema centrale diventa quindi la formazione. Secondo gli esperti intervenuti all’incontro, nei prossimi anni sarà decisivo rafforzare percorsi di upskilling e reskilling, con un ruolo sempre più importante di università, ITS e programmi di formazione specializzata. «La transizione energetica sta creando lavoro, ma non un lavoro qualsiasi», ha sottolineato Marco Gisotti, coordinatore del progetto Green Jobs & Skills. «La vera sfida sarà formare abbastanza persone con competenze che uniscano energia, digitale e sostenibilità». Il progetto Green Jobs & Skills, promosso da Italian Exhibition Group nell’ambito delle fiere Ecomondo e KEY, punta proprio a mettere in contatto imprese, giovani e istituzioni per accompagnare la trasformazione del mercato del lavoro legata alla transizione ecologica.
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