
AGIPRESS – PERUGIA – La capacità di innovare è diventata una delle condizioni essenziali per la competitività delle imprese. In un contesto economico globale caratterizzato da trasformazioni sempre più rapide, l’adozione di tecnologie avanzate rappresenta infatti un fattore decisivo per migliorare produttività, efficienza, qualità dei processi e capacità di sviluppare nuovi prodotti e servizi. Tra tutte le innovazioni oggi disponibili, l’intelligenza artificiale si sta affermando come una delle leve strategiche più importanti per il futuro del sistema produttivo, in grado di incidere trasversalmente su manifattura, servizi, ricerca, sanità, pubblica amministrazione e formazione.
È in questo scenario ( siamo ormai entrati nell’era dell’IA Agentica ovvero quella in cui IA autonome gestiscono altre IA) che si colloca la quarta edizione di Orizzonti Digitali, il forum dedicato all’intelligenza artificiale che si svolgerà a Perugia dal 21 al 24 ottobre 2026. Promosso da Confindustria Umbria, Umbria Digital Innovation Hub, Umbria Business School, ANCE Umbria e ITS Umbria Academy, l’evento punta a consolidare il proprio ruolo di luogo di confronto nazionale sui temi dell’innovazione tecnologica e della trasformazione digitale.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “L’era della co-intelligenza”, una riflessione sul nuovo rapporto tra intelligenza umana e sistemi intelligenti, chiamati sempre più spesso a collaborare nei processi produttivi, nella ricerca e nella vita quotidiana. Una prospettiva che assume particolare rilevanza alla luce della crescita registrata dal mercato italiano dell’intelligenza artificiale, che nel 2025 ha raggiunto il valore di 1,8 miliardi di euro, con un incremento del 50% rispetto all’anno precedente e prospettive di ulteriore sviluppo nei prossimi anni.
La principale novità dell’edizione 2026 è la nomina di Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia e tra i maggiori esperti internazionali di robotica e intelligenza artificiale (noto soprattutto per aver coordinato per oltre un decennio lo sviluppo di iCub, il robot umanoide ispirato a un bambino che è diventato una piattaforma di riferimento mondiale per la ricerca sull’IA incarnata e sull’apprendimento robotico) a direttore scientifico del forum. Una scelta che testimonia la volontà degli organizzatori di rafforzare ulteriormente il profilo scientifico della manifestazione, ma soprattutto di favorire una sempre maggiore connessione tra ricerca avanzata e mondo delle imprese.
L’obiettivo non è soltanto quello di offrire contenuti di alto livello, ma di creare opportunità concrete di trasferimento tecnologico e di crescita per il tessuto produttivo. Come sottolinea lo stesso Metta, «l’intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia: è un’infrastruttura di conoscenza che può accelerare la ricerca, rendere più competitive le imprese e aiutare i territori ad affrontare sfide decisive, dalla salute alla sostenibilità, fino alla trasformazione dei processi produttivi». Per il direttore scientifico dell’IIT, il concetto di co-intelligenza richiama proprio la necessità di considerare l’AI non come uno strumento sostitutivo dell’uomo, ma come una tecnologia capace di amplificarne competenze e capacità decisionali.
La nomina di Metta si inserisce in una strategia più ampia che punta a fare di Orizzonti Digitali un laboratorio permanente di innovazione. «Perugia e l’Umbria offrono un contesto ideale per costruire un dialogo concreto tra ricerca, industria, istituzioni, formazione e società civile», osserva il professore, evidenziando come la regione disponga delle competenze e delle progettualità necessarie per trasformare gli investimenti in innovazione e sviluppo.
Una visione condivisa dal presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, che vede nel forum uno strumento di crescita per l’intero sistema economico regionale e nazionale. «Con Orizzonti Digitali vogliamo consolidare il ruolo dell’Umbria come laboratorio nazionale di innovazione e sperimentazione tecnologica», afferma Urbani. «Crediamo che la competitività del sistema produttivo italiano passi dalla capacità di integrare innovazione, competenze e visione strategica. Per questo il Forum rappresenta non soltanto un evento, ma un progetto di crescita territoriale e nazionale».
Secondo Urbani, l’Umbria dispone oggi di elementi distintivi importanti: un sistema manifatturiero sempre più orientato alla digitalizzazione, una crescente attenzione istituzionale verso i temi dell’innovazione e l’ambizione di diventare una delle regioni più avanzate del Paese sul fronte della trasformazione digitale. Orizzonti Digitali nasce proprio per accompagnare questo percorso, mettendo in relazione imprese, università, centri di ricerca e cittadini.
Anche il servizio pubblico guarda con attenzione a questa evoluzione. Rai sarà infatti media partner dell’evento. Per Francesca De Rosa, responsabile Governance Rai per la Sostenibilità – ESG, l’intelligenza artificiale rappresenta «una trasformazione strutturale che richiede non solo innovazione, ma anche scelte chiare di indirizzo e una solida capacità di governo». In questo contesto, sottolinea, il principio della co-intelligenza si traduce nella costruzione di modelli fondati su un efficace “human in the loop”, capace di garantire controllo, qualità e affidabilità dei processi.
Con oltre 40 panel e più di 100 relatori italiani e internazionali provenienti dal mondo dell’impresa, della ricerca, delle istituzioni e della cultura, Orizzonti Digitali 2026 si conferma dunque come una delle principali piattaforme italiane dedicate all’innovazione digitale. Un appuntamento che punta non solo ad analizzare le trasformazioni in corso, ma soprattutto a tradurre conoscenza, ricerca e tecnologia in opportunità concrete per la crescita delle imprese, dei territori e dell’intero sistema Paese. Nel Forum sono coinvolti anche il Cortile di Francesco ( Sacro Convento di Assisi) Nemetria e l’Odg Umbria con i quali Confindustria e le univerdità oltre alla Rai ha partecipato alla laborazio nel 2024 dell”AI Assisi Act per un uso etico della tecnologia che tenga al centro l’uomo.
D. Miliani





