DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

8 Novembre 2025

Gaslighting: quando qualcuno ti ruba la realtà

AGIPRESS – All’inizio sembra amore. Ti senti visto/a, ascoltata/o, capita/o come mai prima. Poi, piano piano, qualcosa cambia: inizi a dubitare di te stessa/o. Le parole dell’altro/a ti confondono, le tue emozioni vengono sminuite, e ti ritrovi a chiederti se il problema non sia tu. Questo è il gaslighting, la forma più sottile, invisibile e devastante di violenza psicologica.Non serve alzare le mani per distruggere qualcuno: basta spegnere la sua luce interiore, poco alla volta.
Il termine viene dal film Gaslight (1944): un marito riduce la luce delle lampade a gas e convince la moglie che sta impazzendo. Da allora, “gaslighting” indica quel gioco mentale tossico in cui una persona manipola un’altra fino a farle dubitare della propria memoria, delle proprie percezioni e perfino della propria sanità mentale. È un furto di realtà: ti porta a credere che i tuoi ricordi non valgano, che le tue emozioni siano sbagliate, che la tua voce non conti. Chi fa gaslighting non urla: sussurra, nega, distorce, e ti fa credere che lo fa per amore. Chi pratica gaslighting non attacca frontalmente, lo fa con frasi apparentemente innocue, ma che graffiano la mente:
“Sei troppo sensibile.”
“Non ho mai detto quella cosa.”
“Ti stai confondendo.”
“Hai bisogno di aiuto, non stai bene.”
“Lo faccio per te.”
Ogni volta che le senti, un piccolo pezzo di fiducia in te stessa/o si sgretola. Pian piano cominci a chiederti: “Forse ha ragione lui/lei… forse sono io quella/o sbagliato/a.” Il gaslighting funziona proprio così: ti toglie il diritto di credere in te stessa/o. Il gaslighting non inizia con la crudeltà. Comincia con il fascino. Chi manipola è spesso affascinante, empatico, premuroso,ti conquista con attenzioni e parole dolci. Poi, quando la fiducia è totale, arriva il controllo:
Ti fa sentire in colpa se esprimi disagio.
Ti fa dubitare della tua memoria.
Ti fa credere che senza di lui non ce la faresti.
Ti isola lentamente da chi ti vuole bene.
È un processo lento, una trappola psicologica che trasforma l’amore in paura e la fiducia in dipendenza. Quando ti accorgi di cosa sta accadendo, ti senti troppo confusa/o o svuotata/o per reagire. Molte vittime di gaslighting restano nella relazione perché confondono la manipolazione con la passione, ma il gaslighting non è mai amore: è potere, controllo e paura.
Rapportandoci ogni giorno con il digitale c’è una nuova forma di gaslighting, quello digitale, ovvero quando il controllo passa dallo schermo perché oggi il gaslighting non vive solo tra le mura di casa,si infiltra nelle chat, nei social, nei messaggi vocali. Chi manipola può cancellare conversazioni, negare parole scritte, o trasformare la tecnologia in un’arma:
controlla il “visualizzato”;
pretende le password;
ti accusa se non rispondi subito;
usa foto o messaggi intimi per ricattarti.
È il volto moderno del controllo emotivo: lo smartphone diventa una catena invisibile. La vittima vive in uno stato di allerta costante, tra paura di perdere l’altro/a e paura di perdere sé stessa/o. Il gaslighting è spesso la porta d’ingresso per altre forme di violenza, come il Revenge Porn, perché all’inizio c’è la fiducia:
“Fidati, siamo solo io e te.”
Poi la manipolazione:
“Se mi amassi davvero, lo faresti.”
E infine la minaccia:
“Se mi lasci, lo pubblico.”La vittima non si sente solo esposta, ma tradita nella parte più profonda di sé.
Paragonerei tutto ciò a ferite invisibili perché chi subisce gaslighting spesso racconta di sentirsi “svuotata/o”, “persa/o”, “come se non sapesse più chi fosse”.
Ovviamente le conseguenze psicologiche possono essere serie:
ansia costante;
depressione e isolamento;
perdita dell’autostima;
difficoltà a fidarsi di nuovo;
confusione mentale e senso di colpa cronico. Ci tengo a precisare che il trauma non nasce da un solo episodio, ma dal ripetersi di piccole manipolazioni quotidiane. È una violenza che logora nel tempo. Riconoscere il gaslighting è il primo passo per riprendere in mano la propria vita. Serve coraggio, ma anche gentilezza verso sé stessi, per evitare che possa essere solo una tua immaginazione attua queste tecniche:
Non dubitare delle tue emozioni perché se ti senti confusa/o, è perché qualcosa non va.
Confrontati con qualcuno, parla con amici, terapeuti, persone di fiducia.
Fai un report su ciò che accade, mettere per iscritto aiuta a distinguere realtà e manipolazione.
Ristabilisci i tuoi confini, imparare a dire “no” è un atto di guarigione.
Chiedi aiuto, la psicoterapia aiuta a ricostruire la fiducia in sé e a riconnettersi con la propria voce interiore. Il gaslighting nasce nel silenzio e cresce nella mancanza di educazione emotiva. Serve una cultura che insegni ai ragazzi e alle ragazze che: La gelosia non è amore; Il consenso è libertà; La vulnerabilità non è debolezza;Il rispetto vale più del controllo.
Come afferma l’OMS (2022), l’educazione affettiva e sessuale è uno strumento di prevenzione fondamentale contro la violenza psicologica, perché dà voce alle emozioni e riconosce i limiti. Bisogna riaccendere la propria luce: Il gaslighting è un furto silenzioso, ti ruba la percezione di chi sei. Riconoscere la manipolazione, parlarne e chiedere aiuto è il primo passo per riaccendere quella luce. Soprattutto ricordare che la tua realtà, le tue emozioni e i tuoi ricordi sono veri, degni e importanti.
Sempre.

Alessandra Campanini
Psicologa clinica e Sessuologa

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