L’intervento di FRANCESCO PALMIGIANI
La sentenza della Corte Costituzionale che ha confermato la legittimità della legge toscana sugli affitti brevi è stata salutata come una vittoria dalle istituzioni locali. È indubbiamente un passaggio importante: i Comuni potranno esercitare un potere regolatorio su un fenomeno che ha inciso profondamente sull’equilibrio urbano. Ma da giurista e da consulente nel settore del turismo, non posso non sottolineare il carattere paradossale di questa “vittoria”: arriva tardi, in una città che ha già sacrificato gran parte della sua identità sull’altare della turistificazione e delle speculazioni immobiliari.
Il nodo giuridico e politico. La Consulta ha ribadito un principio fondamentale: la proprietà privata non è un diritto assoluto, ma incontra limiti sociali. In questo senso, la regolazione degli affitti brevi è pienamente legittima. Tuttavia, Firenze ha già conosciuto un esodo massiccio di residenti dal centro storico, con oltre 30.000 abitanti persi in venticinque anni. Il tessuto sociale è stato eroso, sostituito da un’economia monocorde che vive di turismo di massa.




