
AGIPRESS – FIRENZE – Una passeggiata collettiva prima dell’apertura al traffico, l’emozione delle famiglie delle vittime dei Georgofili e una nuova infrastruttura destinata a cambiare la mobilità cittadina. Firenze ha aperto oggi il nuovo ponte sull’Arno che collega Bellariva al Parco dell’Anconella e a Gavinana, realizzato nell’ambito dei lavori della linea tranviaria per Bagno a Ripoli. Si tratta del primo ponte costruito in città dopo quasi cinquant’anni. Un’opera strategica per il sistema della mobilità fiorentina che da oggi è aperta al transito e che porta il nome di Caterina e Nadia Nencioni, le due sorelline vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili del 27 maggio 1993.
La decisione dell’intitolazione è arrivata direttamente dai cittadini, attraverso un sondaggio promosso dall’amministrazione comunale. Sulle targhe collocate ai due ingressi del ponte si legge la dedica: “Ponte Caterina e Nadia Nencioni, vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili”. Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca di Firenze Sara Funaro, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti, l’assessore regionale alle Infrastrutture Filippo Boni, i presidenti dei Quartieri 2 e 3, oltre ai familiari delle piccole Nadia e Caterina e ai rappresentanti dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili.
Un’opera attesa da decenni
L’apertura del nuovo collegamento rappresenta un passaggio importante nel percorso di realizzazione della tramvia verso Bagno a Ripoli. Pur non essendo ancora completata in ogni sua parte, l’infrastruttura è già percorribile da auto, biciclette e pedoni. «È una giornata di festa e uno di quei momenti che porterò sempre nel cuore», ha dichiarato la sindaca Sara Funaro. «Questo ponte è un’opera storica per Firenze: il primo realizzato dopo mezzo secolo. Migliorerà concretamente i collegamenti tra i quartieri e rappresenta un tassello fondamentale della nuova linea tramviaria. È anche un’infrastruttura che restituisce alla città spazi pubblici, percorsi ciclopedonali e aree verdi riqualificate». Per la sindaca, il nome scelto dai cittadini assume inoltre un valore simbolico profondo: «L’intitolazione a Nadia e Caterina Nencioni testimonia quanto la città continui a custodire la memoria delle più giovani vittime della strage dei Georgofili».
Mobilità e sostenibilità
Soddisfazione anche da parte dell’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, che ha definito il nuovo attraversamento «un passo concreto verso una Firenze più connessa e sostenibile». «Non è soltanto un ponte – ha spiegato – ma il simbolo di una trasformazione urbana che la tramvia sta rendendo possibile. Oltre a migliorare gli spostamenti, questi interventi consentono di rinnovare sottoservizi, riqualificare strade e piazze e modernizzare la città». Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai circa 400 operai impegnati quotidianamente nei cantieri della tramvia, protagonisti di un’opera che l’amministrazione considera centrale per il futuro della mobilità metropolitana.
Un ponte per ricordare
L’intitolazione alle sorelle Nencioni ha rappresentato uno dei momenti più toccanti della giornata. «La scelta della città dimostra quanto sia ancora vivo il ricordo di quella tragedia che colpì il cuore di Firenze», ha sottolineato l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti. «I cittadini hanno voluto rendere omaggio alle più piccole vittime di quel barbaro attentato mafioso e per l’amministrazione è un onore accogliere questa volontà».
Come cambia la viabilità
In questa prima fase il ponte sarà aperto con una configurazione provvisoria. Saranno infatti utilizzabili due delle tre corsie previste, una per ciascun senso di marcia, oltre a uno dei due percorsi ciclopedonali. Restano da completare alcune lavorazioni, tra cui il rivestimento definitivo, i parapetti, l’illuminazione e la sistemazione delle aree verdi circostanti. Contestualmente all’apertura sono stati ripristinati il doppio senso di marcia in via Lapo da Castiglionchio e la nuova regolamentazione della viabilità in via Minghetti. Attivati inoltre i nuovi impianti semaforici alle intersezioni con il ponte. A regime l’infrastruttura disporrà di tre corsie carrabili – due verso Bellariva e una verso l’Albereta – affiancate da ampi percorsi ciclopedonali su entrambi i lati.
Un ponte lungo 180 metri
Dal punto di vista tecnico, il nuovo attraversamento misura circa 180 metri di lunghezza ed è composto da due campate sostenute da una sola pila collocata nell’Arno, orientata secondo il flusso del fiume per minimizzare l’impatto idraulico. Particolarmente significativa la seconda campata, che supera il Parco dell’Albereta con un arco alto circa sette metri, consentendo di mantenere libera e continua la fruizione dell’area verde sottostante. L’opera è realizzata con struttura mista in acciaio e cemento armato, rivestita con pannelli in GRC, materiale rinforzato con fibre di vetro. L’illuminazione sarà integrata nelle balaustre e completata da torri faro per la sede stradale.
Nuovi spazi verdi e aree per il tempo libero
Il progetto non riguarda soltanto la mobilità. Attorno al ponte sono previste importanti opere di riqualificazione urbana e ambientale, con nuovi percorsi ciclopedonali, aree picnic, sedute e spazi di aggregazione. Sul lato dell’Albereta verrà realizzato uno skate park al posto di un vecchio campo da tennis, mentre il viale principale del parco sarà ripavimentato con materiali a basso impatto estetico. Prevista anche la creazione di nuove fasce alberate per migliorare l’inserimento paesaggistico dell’opera. Con l’apertura del nuovo ponte, Firenze compie così un passo significativo verso il completamento della tramvia per Bagno a Ripoli e, allo stesso tempo, consegna alla città un’infrastruttura destinata a diventare un nuovo simbolo urbano, nel segno della memoria e della connessione tra quartieri.
d.l.
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