
Di Ginevra Van Deflor
AGIPRESS-Sanremo-Altra giornata densa di conferenze e incontri nella città rivierasca momentanea capitale della musica italiana. Tra i tanti appuntamenti, doveroso nominare quello a Casa Sanremo in ricordo del grande maestro Peppe Vessicchio, in presenza della figlia e di molti suoi colleghi. Nel clima più scanzonato della sala stampa, intanto, cresce il fervore per la serata delle cover, su cui iniziano a circolare un po’ di anteprime. Grande attesa, ad esempio, per l’accoppiata Bambole di pezza – Cristina d’Avena. Un po’ perché, in un Sanremo lievemente soporifero e appesantito dalle mille commemorazioni, la carica energetica dell’unico gruppo rock femminile aiuta anche semplicemente a non appisolarsi. Un po’ perché per chi è cresciuto negli anni 80’ e 90’ risentire Occhi di gatto in una versione che si dice sfiori il punk è l’equivalente di un sogno proibito (ve la immaginavate Kiss me Licia versione Sid Vicious?). Leo Gassmann confessa di aver scelto la cover guardando Partenope di Sorrentino e che il fatto che il suo autore originario, Cocciante, abbia da poco compiuto 80 anni la ritiene una riprova che nulla succeda per caso. Fortunatamente non ha la stessa convinzione Tredici Pietro, anche perché altrimenti si cambierebbe nome d’arte. Anche il microfono della conferenza, infatti, non gli funziona, così come è successo in gara nella prima serata. Coglie la palla al balzo per agganciarsi al titolo del suo pezzo, che celebra la “bellezza” del cadere, dello sbagliare, del continuare a provarci, anche centomila volte perché, continuerebbe il padre, “uno su mille ce la fa, ma com’è dura la salita”. Si offusca un filo quando qualcuno grida “Gianni”, non deve essere semplice per tutti i figli d’arte presenti sentirsi sempre ricordare i loro illustri genitori. Ma è un ottimista a cui non è facile togliere il sorriso, e se ne va decretando che la nuova generazione di cantautori sta emergendo, e che i rapper sono i più grandi cantautori della scena moderna. Anche Eddie Brock si sofferma sul sogno di cantare la cover con il suo mito, Fabrizio Moro, che con i testi delle sue canzoni lo ha stimolato a non perdere mai la speranza. Poi mette in subbuglio la sala stampa gettando per aria t-shirt e facendo perdere aplomb e sangue freddo ai giornalisti presenti. Aplomb che in molti scommettono non sarà facile da mantenere per l’ospite più imprevedibile della serata di venerdì. No, non Morgan, che tanto non verrà. Gianluca Grignani, la cui recente polemica con la co-padrona di casa, Laura Pausini, getta gli addetti ai lavori nell’incertezza (e i giornalisti nella speranza). Si mormora che abbiano sguinzagliato un avvocato solo per affiancarlo e star sicurii che non succedano guai. A proposito di scommesse, c’è chi pensa che per indovinare in anticipo il vincitore si debba controllare il primo cantante per cui è previsto il concerto al Forum di Assago. Nel dubbio, la sala applaude la vittoria di Nicolò Filippucci, mentre Angelica Bove si porta a casa come consolazione due premi della critica della stampa. Nell’universo parallelo fuori dai locali del festival, nel frattempo, quasi un centinaio di persone non riceveranno alcun premio di consolazione per essere stati truffati. Molti turisti e addetti ai lavori che avevano affittato una casa vacanze vicino al teatro Ariston si sono ritrovati per strada davanti a un portone chiuso e una struttura inesistente. Anche questo è Sanremo, anche se non proprio al suo top del top.





