
AGIPRESS – L’estate è spesso percepita come il momento ideale per prendersi cura di sé, rallentare i ritmi e dedicare maggiore attenzione ai propri progetti di vita, compreso quello di diventare genitori.
Questo vale anche per la fertilità? Il caldo eccessivo e prolungato la può influenzare? E i mesi estivi rappresentano un periodo più favorevole per iniziare un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA)?
Le alte temperature possono influenzare soprattutto la fertilità maschile. È noto, infatti, che la produzione di spermatozoi richiede una temperatura testicolare leggermente inferiore a quella corporea; per questo motivo, esposizioni prolungate al calore intenso, così come saune frequenti, attività lavorative in ambienti molto caldi o febbre elevata, possono determinare una temporanea riduzione della qualità del liquido seminale.
Per quanto riguarda la fertilità femminile, invece, le evidenze sono meno chiare. Alcuni studi hanno osservato variazioni stagionali nella qualità ovocitaria o embrionale, ma i risultati sono eterogenei e non consentono di attribuire all’estate un impatto clinicamente rilevante.
“Una delle domande più frequenti dei pazienti riguarda l’opportunità di programmare un trattamento di fecondazione assistita durante i mesi estivi. La risposta della letteratura scientifica è rassicurante: i dati più robusti disponibili indicano che la stagione in cui viene eseguito il trattamento non modifica in modo significativo le probabilità di ottenere una gravidanza o una nascita. Un ampio studio nazionale condotto su oltre 52.000 cicli di IVF/ICSI non ha evidenziato un vantaggio clinicamente rilevante dell’estate rispetto agli altri periodi dell’anno” Spiega il Prof. Mario Mignini Renzini, Referente medico per gli aspetti clinici dei Centri Eugin in Italia, responsabile del Centro di PMA della CasaAmerican Society for Reproductive Medicine (ASRM).
Anche le principali società scientifiche internazionali sottolineano che il successo della PMA dipende soprattutto da fattori quali età della donna, riserva ovarica, qualità degli ovociti e degli spermatozoi, diagnosi di infertilità e personalizzazione del trattamento, piuttosto che dalla stagione in cui viene effettuato il percorso. “Molte coppie rinviano il trattamento pensando che esista un momento dell’anno più favorevole. In realtà, quando vi è un’indicazione clinica alla procreazione medicalmente assistita, il fattore tempo è spesso molto più importante della stagione. La valutazione personalizzata resta l’elemento determinante per massimizzare le possibilità di successo” conclude il Prof. Mario
Mignini Renzini.
Per molte coppie, però, il periodo estivo offre condizioni favorevoli per affrontare un percorso di PMA: ferie, minori impegni lavorativi e maggiore disponibilità di tempo possono contribuire a vivere con meno stress le visite, il monitoraggio ecografico e le diverse fasi del trattamento.
Naturalmente è consigliabile adottare alcune semplici precauzioni:





