DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

15 Ottobre 2025

Elezioni Toscana, la partita per la costruzione della nuova giunta è aperta

AGIPRESS – Firenze – Chiuse le elezioni regionali, è tempo di trattative per la nuova giunta toscana. Il Partito Democratico, che ha ridotto il proprio gruppo consiliare da 22 a 15 eletti, si ritrova diviso in due blocchi di pari forza: riformisti e schleiniani, con il governatore Eugenio Giani nel ruolo di ago della bilancia. Tra i riformisti spiccano nomi come Barnini, Dika, Marras, Mazzeo, Puppa, Vannucci e l’ex sindaco di Prato Matteo Biffoni, recordman di preferenze con oltre 22mila voti, ma senza un ruolo certo in giunta. Dika, invece, potrebbe ottenere un incarico politico più che amministrativo.

Sul fronte schleiniano, pesano i tre nomi “blindati” nel listino bloccato – Melio, Querci e Lorenzetti – affiancati da Bezzini, Boni, Franchi, Nardini e Puppa. Le indiscrezioni indicano due figure praticamente certe in giunta: Monia Monni, pronta a un ritorno come assessora esterna, e Cristina Manetti, ex capo di gabinetto di Giani, destinata a un assessorato (forse alla Cultura) in rappresentanza dell’area riformista pratese.

La promozione di Manetti potrebbe segnare la strada di Stefania Saccardi, leader di Italia Viva. Per lei l’ipotesi della presidenza del Consiglio regionale, ruolo che le consentirebbe di restare protagonista. Non manca l’attenzione verso il mondo sindacale. In maggioranza anche Irene Galletti (M5S), alla prima esperienza di governo. Quanto alla sinistra di Avs, la rappresentanza dovrebbe spettare ai Verdi, con l’ipotesi di Andrea Fallani, sindaco di Sesto Fiorentino, come assessore della costa, data la mancata presenza di Livorno nella mappa politica della nuova giunta.

Infine, restano da definire gli equilibri interni al Pd. A Pisa, commissariata, il riformista Mazzeo ha contenuto l’avanzata dell’orlandiana Nardini, che difficilmente avrà un ruolo di rilievo. Giani spinge invece per la riconferma degli uscenti Marras e Bezzini, mentre il nome dello schleiniano Filippo Boni resta in sospeso per i delicati equilibri interni e le possibili sostituzioni in Consiglio.

Una partita apertissima, che dovrà definirsi nell’arco di qualche settimana.

AGIPRESS

ARTICOLI CORRELATI
Torna in alto